VIRUS, NUOVI ALLEATI CONTRO LE INFEZIONI BATTERICHE?

Quanti di noi tremano al solo sentir parlare di virus? Quanto pericolosi sono i virus per la salute umana? E se vi dicessi che alcuni virus hanno funzionato laddove i farmaci hanno fallito?

infarmiamoci.it

La “Nature Medicine” rinomata rivista scientifica internazionale, ha riportato la notizia di una ragazza malata di  fibrosi cistica e salvata grazie ad un cocktail di virus. La giovane Isabelle Carnell affetta da fibrosi cistica ha dovuto affrontare tutta una serie di infezioni sostenute da ceppi di batteri antibiotico-resistenti del genere Mycobacterium Abscessus.

Il Mycobacterium Abscessus è uno dei batteri che rendono la vita delle persone affette da fibrosi cistica particolarmente difficile: esso infatti si insinua nel muco che si forma sulle pareti dei polmoni dei pazienti danneggiando gravemente gli organi fino a renderne necessario il trapianto. Isabelle, nonostante il trapianto di entrambi i polmoni, non è riuscita a liberarsi del batterio, che, dopo l’intervento nel 2017, ha anche infettato la ferita chirurgica impedendone la normale cicatrizzazione.

Così dopo mesi di inutili trattamenti antibiotici, il medico che aveva in cura la giovane , ha deciso di seguire una via alternativa, ricorrendo all’uso di batteriofagi. I ricercatori hanno impiegato tre mesi per individuare una terna di batteriofagi particolarmente indicati per eliminare il Mycobacterium Abscessus isolato dalla ferita e dal muco della giovane paziente. Una volta individuata questa triade di virus rimaneva un solo problema: due di questi virus infatti, avevano un’aggressività limitata per la presenza di alcuni geni che ne inibivano le potenzialità letali. Pertanto l’equipe decise di ricorrere alla modificazione genetica per spegnere i geni che contrastavano la capacità dei virus di combattere gli antibiotici.

Una volta sintetizzato questo cocktail di virus, è iniziato il trattamento, esso è stato somministrato endovena due volte al giorno e spalmato sulle lesioni portando in breve tempo ad una notevole riduzione della carica batterica sia cutanea che sistemica.

Oggi Isabelle, non è completamente guarita, ma è comunque viva, e questo grazie al cocktail di virus . Continua a sottoporsi a due iniezioni al giorno e l’infezione è tenuta sotto controllo. A breve si aggiungerà un quarto virus al preparato, nella speranza di debellare completamente il batterio killer.

E’ vero che un solo caso, per quanto incoraggiante sia, non da la vittoria in mano, e che le potenzialità terapeutiche dei batteriofagi devono essere costantemente testate in rigorosi trial clinici, però questa è la prova che questo approccio, per quanto più complesso e costoso rispetto agli antibiotici, può rivelarsi efficace anche per le infezioni più resistenti. In tempi di antibiotico-resistenza, un’arma in più può essere provvidenziale considerando che oggi questa problematica è diventata una vera e propria priorità per la sanità pubblica a livello mondiale, non soltanto per le importanti implicazioni cliniche (aumento della morbilità, letalità, durata della malattia, possibilità di sviluppo di complicanze, possibilità di epidemie), ma anche per la ricaduta economica delle infezioni sostenute da batteri antibiotico-resistenti e i fastidi associati ad un allungamento delle degenze in ospedale.

Dott. Andrea Liguori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.