Vaccino anti-HIV: speranza o illusione ?????

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La sindrome da immunodeficienza acquisita (Acquired Immunodeficiency Syndrome: AIDS) è una malattia immunitaria a causa virale, che colpisce in prevalenza giovani adulti e bambini. Il virus responsabile dell’AIDS appartiene alla classe dei retrovirus e se ne conoscono attualmente due varianti con effetti identici HIV 1 e  HIV 2. Mentre il ruolo epidemiologico della forma HIV 2 sembra essere trascurabile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che HIV 1 abbia già infettato al mondo circa 40 milioni di persone.  L’HIV si presenta come un virus debole, che non resiste all’esterno dell’organismo, per cui la trasmissione richiede il contatto con un liquido corporeo contenente cellule o plasma infetti,  come sangue, sperma e secrezioni vaginali. Il contagio può avvenire mediante trasfusioni di sangue o di emoderivati  infetti, con l’inoculazione di piccole quantità di sangue contaminato attraverso lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti o per mezzo di aghi o strumenti infetti sporchi di sangue  quali rasoi e lamette. La trasmissione può avvenire per via sessuale tra soggetti  omosessuali ed eterosessuali. Il virus contenuto nel liquido seminale di maschi sieropositivi può contagiare cellule della mucosa vaginale o rettale. L’infezione può essere trasmessa anche dalle donne attraverso secrezioni vaginali infette. Il virus inoltre può essere trasmesso dalla madre infetta al figlio. Una donna HIV positiva, infatti, può trasmettere l’infezione al figlio durante la gravidanza (mediante il sangue che passa  dalla madre al feto), al momento del parto (mediante le secrezioni vaginali ed il sangue) o dopo la nascita con l’allattamento al seno  (il virus è contenuto anche nel latte materno).

La  malattia si manifesta con un aumento della temperatura accompagnato da dolore durante la deglutizione, forte stanchezza, debolezza, dolore e ingrossamento dei linfonodi, dolore alle articolazioni e alla muscolatura, nausea, vomito e diarrea persistente spesso accompagnati da un aumento del volume di fegato e milza. Tra le manifestazioni cliniche tipiche dell’AIDS troviamo ulcere delle mucose della bocca o dei genitali ed un esantema della cute simile a quello della rosolia.

Una volta che si ha il sospetto di avvenuto contagio si ricorre ai test diagnostici, tra cui il più usato è il test ELISA. Questo test in Italia va ripetuto due volte (e non più tre) la prima ad un mese e la seconda a tre mesi dal presunto contagio per poter essere certi dell’esito.


Sul fronte prevenzione purtroppo è ancora molto il lavoro da fare. Nel nostro paese, infatti, si registrano tra  3.500 e 4.000 nuovi casi di infezione da HIV, con un incremento registrato nella fascia d’età tra i 25 e i 29 anni.

Oggi la terapia anti-AIDS prevede la somministrazione combinata di farmaci anti-retrovirali in grado di bloccare la replicazione del virus senza però annientarlo definitivamente: il virus rimane latente all’interno dell’organismo e per questo motivo la terapia anti-retrovirale deve essere protratta per tutta la vita.

È proprio di mercoledì 13 febbraio la notizia che arriva nuovamente dall’ Istituto Superiore di Sanità dove la ricercatrice e direttrice del Centro Nazionale Ricerca su HIV/AIDS, Barbara Ensoli, ha messo a punto un vaccino terapeutico contro l’AIDS, il vaccino TAT.

È stato scelto questo nome perché è stato dimostrato il coinvolgimento della proteina TAT, una proteina regolatoria essenziale per la replicazione del virus HIV, nel favorire l’infezione e determinare l’immunodeficienza tipica dell’ AIDS.

Il vaccino TAT, in sperimentazione in otto centri italiani, somministrato a pazienti in terapia anti-retrovirale sembra essere in grado di ridurre del 90% il “serbatoio di virus latente”, ovvero la riserva di virus che risulta inattaccabile dalla sola terapia farmacologica. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Frontiers in Immunology”.

La dottoressa Barbara Ensoli ha tenuto a precisare: “Non si tratta di un vaccino preventivo ma terapeutico, cioè curativo nell’individuo già infettato, capace di bloccare la progressione della malattia e aiutare i farmaci ad avere maggiore effetto. Con questo vaccino si ricostituisce il sistema immunitario che inizierà a funzionare meglio riducendo notevolmente il serbatoio del virus dove i farmaci non riescono ad arrivare”.

Se tutto andrà nella giusta direzione, si avranno così notevoli vantaggi per i pazienti in cura da tanto tempo con i farmaci anti-retrovirali, il cui impiego, in questo modo, potrà in alcuni periodi essere ridotto, limitando così la loro tossicità e migliorando la qualità di vita dei pazienti stessi.

E’ bene ricordare che tutti noi possiamo tutelarci avendo cura del nostro corpo, non dimenticando l’importanza della PREVENZIONE. Come diceva Albert Einstein: ” Gli intellettuali risolvono i problemi; i geni li prevengono”.

Ci vediamo al prossimo articolo!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

6 thoughts on “Vaccino anti-HIV: speranza o illusione ?????”

  1. Un altro intervento interessantissimo! Avevo letto questa notizia del vaccino proprio qualche giorno fa..mi è sembrata una notizia straordinaria!!! Speriamo che possa davvero fare la differenza!!! Ma naturalmente la prevenzione è fondamentale!!! Grazie per averlo sottolineato!!

    1. Grazie mille Fiorella,hai proprio ragione, la PREVENZIONE gioca un ruolo importantissimo, sennò perchè esisterebbe il detto ” Prevenire è meglio che curare”!. In ogni modo sebbene si tratta di un piccolo ed ancora incerto passo in avanti siamo fiduciosi del fatto che sia la strada giusta da percorrere e che presto si possa arrivare ad una cura definitiva.

    2. Cara Fiorella è proprio così.. La prevenzione prima di tutto, noi ci teniamo a precisare tutto..purtroppo chi soffre di questa patologia molto spesso viene discriminato.. Per noi la scoperta di questo vaccino terapeutico è una notizia straordinaria perché noi crediamo nella ricerca e sappiamo che potrebbe essere un valido aiuto per questa patologia..
      Incrociamo le dita e speriamo bene!

  2. Avevo letto la notizia qualche giorno fa! E’ una grande notizia per il mondo intero, e una piccola grande soddisfazione per la ricerca italiana! Continuate a pubblicare articoli, l’informazione su questi temi è più importante di quanto non si pensi, e voi potete ritenervi orgogliosi delle vostre conoscenze. Grazie ancora una volta!

    1. Grazie Luca, hai proprio ragione, è un piccolo grande passo verso quella che speriamo possa essere una cura valida per malattie di questo calibro.

    2. Grazie Luca per il tuo interessamento e per i tuoi consigli.. Si, è una bellissima notizia per la ricerca e per chi soffre di questa patologia.. La terapia anti- retro virale consente il miglioramento della qualità della vita ma il vaccino riuscirebbe a ridurre notevolmente il serbatoio del virus, che rimane latente nell’organismo infettato, limitando anche l’uso dei farmaci..quindi è una bellissima scoperta! Noi siamo fieri del nostro lavoro e continueremo a fare informazione su questi argomenti che forse non interessano a tutti ma per noi è importante che si conoscano!
      Grazie per il tuo supporto!

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