Termoablazione delle cellule tumorali:una pratica sempre più diffusa.

L’équipe dell’Unità operativa semplice di Epatologia dell’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (Padova), ha messo in atto un innovativo intervento di termoablazione, eseguito in sedazione profonda con respiro spontaneo, grazie al quale è stato possibile distruggere le cellule tumorali .

L’ intervento, durato circa 20 minuti, è stato effettuato su un paziente ottantenne, al quale era stato diagnosticato un tumore al fegato di 28 mm e uno al rene di 20 mm. La complessità del quadro clinico del paziente consisteva nel fatto che oltre ad avere il cancro, l’uomo soffriva di una grave patologia cardiaca che rendeva molto rischioso qualsiasi altro intervento di chirurgia classica. Per questo diversi medici lo avevano giudicato inguaribile.

La tecnica di termoablazione con microonde ecoguidata per via percutanea, prevede l’uccisione delle cellule tumorali mediante calore, tramite un ago che attraversa la pelle fino alla zona malata. Queste microonde, raggiungono temperature di 140-150 gradi, provocando la denaturazione delle proteine intracellulari malate, la dissoluzione della membrana e la morte della cellula. In questo modo il tumore viene disidratato e muore.

La termoablazione percutanea dei tumori del fegato è una procedura che permette di trattare il cancro senza dover subire un intervento chirurgico di resezione. Viene utilizzata in caso di tumori in fase precoce o di piccole dimensioni, tumori altrimenti inoperabili; è impiegata in pazienti che non possono essere sottoposti ad anestesia generale e nei pazienti in attesa di trapianto, al fine di evitare la progressione della malattia e la conseguente uscita dalla lista d’attesa.

Tra i vantaggi di questa tecnica, vanno annoverati una minore mortalità e un tasso di complicanze ridotto, associate per lo più alle dimensioni del tumore. Le recidive sono però più frequenti, soprattutto in caso di lesioni di dimensioni superiori ai 3 cm anche se questo non preclude un successivo intervento chirurgico.

Un intervento chirurgico di questa portata, riuscito con successo su un paziente anziano, malato di cuore e quindi con maggiori rischi, accende nuove speranze in molti ammalati . Attraverso un’azione sempre più mirata e multi-disciplinare, è pertanto possibile offrire soluzioni sempre meno invasive che migliorano la qualità della vita del paziente!.

Dott. Andrea Liguori