Terapia domiciliare Covid-19: farmaci si e farmaci no!

Con la nuova circolare “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2” pubblicata il 26 aprile sono state aggiornate dal Ministero della Salute le linee guida per il trattamento domiciliare di casi lievi di Covid-19.

Quali sono i punti più importanti di questa revisione?

Bisogna innanzitutto specificare che “per caso lieve si intende presenza di sintomi come febbre superiore a 37.5 ° C, malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, anosmia, disgeusia, in assenza di dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza. In linea generale, per soggetti con queste caratteristiche non è indicata alcune terapia al di fuori di un’eventuale terapia sintomatica di supporto”.

Riassumendo, i punti cruciali della revisione delle linee guida sono:

VIGILE ATTESA: è necessario monitorare costantemente i parametri vitali e le condizioni cliniche del paziente domiciliare asintomatico o paucisintomatico.

MISURARE LA SATURAZIONE: con il saturimetro bisogna controllare la saturazione di ossigeno nel sangue che non deve mai scendere sotto il 92%.

SI A PARACETAMOLO E FANS: si possono utilizzare l’antipiretico Tachipirina in caso di febbre o gli antinfiammatori in caso di dolori muscolari o articolari a meno che non ci siano controindicazioni al loro uso. Non bisogna ovviamente abusare di queste sostanze a causa dei molti effetti collaterali.

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NO AI CORTICOSTEROIDI: i corticosteroidi come il cortisone sono raccomandati solo nei pazienti non ospedalizzati con malattia Covid-19 grave che necessitano di ossigeno. Questo perché, se somministrato nella fase iniziale della malattia, il cortisone potrebbe condizionare negativamente la risposta immunitaria. A domicilio il trattamento con cortisone può essere considerato solo in quei pazienti con un quadro clinico che non migliora nell’arco di 72 ore e se si presentano peggioramenti nei valori di saturazione dell’ossigeno.

NO ALL’EPARINA: secondo le linee guida questo farmaco è utilizzabile a domicilio solo nel caso di pazienti allettati con sintomi respiratori acuti altrimenti il suo uso non è raccomandato.

NO ALL’IDROSSICLOROCHINA: poichè l’efficacia di questo farmaco non è stata dimostrata in alcuno studio clinico randomizzato e visti gli effetti collaterali abbastanza importanti non è raccomandabile il suo utilizzo nè per prevenire nè per curare l’infezione da Covid-19.

NO AGLI ANTIBIOTICI: gli antibiotici non sono raccomandati per trattare infezioni virali. Si possono utilizzare, in caso di infezione virale, solo quando si ha il sospetto di una sovrapposizione batterica o quando, dopo un esame colturale, si accerta l’infezione batterica. Ricordiamo che la somministrazione di antibiotici senza una reale motivazione è responsabile dell’antibiotico-resistenza.

NO A LOPINAVIR/RITONAVIR O DARUNAVIR/RITONAVIR O COBICISTAT: l’utilizzo di questi antivirali è totalmente inefficace nella prevenzione e nel trattamento dell’infezione da Covid-19. L’unico antivirale, la cui efficacia è supportata da studi clinici, è il Remdesivir che comunque è riservato ai soli pazienti ospedalizzati.

NO A SUPPLEMENTI VITAMINICI E INTEGRATORI: non ci sono ad oggi studi clinici controllati che dimostrano l’efficacia di supplementi vitaminici o integratori (es: lattoferrina, vitamina D, quercitina) nel prevenire o curare l’infezione da Covid-19.

È bene ricordare che l’infezione da Covid-19 va trattata come una normale patologia respiratoria appena compaiono i primi sintomi senza aspettare il risultato del tampone in quanto, come afferma Francesco Le Foche, responsabile del Day Hospital di immunoinfettivologia al Policlinico Umberto I di Roma: ” I primi sette giorni di malattia sono fondamentali; nelle prime 72 ore dopo i primi sintomi di Covid-19 avviene il danno virale nelle cellule del polmone”.

Per questo motivo bisogna essere tempestivi nel riconoscere quelli che potrebbero essere sintomi di questa infezione e seguire quelle che sono le linee guida redatte dal Ministero della Salute.

Anche in questo caso è meglio evitare il fai da te e rivolgersi al medico di famiglia o al fidato farmacista!

Dott.ssa Chiara Caridi