Lotta al Coronavirus: l’Italia dei primati!

Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime dell’epidemia di Coronavirus: il numero dei morti in Cina è salito infatti a 425 ed i nuovi casi di contagio sono circa 2345, con un primo decesso a Hong Kong.

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Considerando che anche il quadro clinico dei due coniugi cinesi ricoverati allo “Spallanzani” è peggiorato, si trovano infatti in una condizione di insufficienza respiratoria, è chiaro come ogni passo in avanti nello studio del virus sia fondamentale per la realizzazione di un vaccino.

A tal proposito va riconosciuto all’Istituto “Spallanzani” il merito di aver riconosciuto e isolato il virus 2019-nCoV.

Sebbene fosse già stato isolato in Cina il 10 gennaio, in Italia tale riconoscimento va alle ricercatrici del Sud Italia Maria Rosaria Capobianchi (Direttrice del laboratorio di Virologia dell’Istituto Spallanzani, originaria di Procida), Concetta Castilletti (Responsabile dell’Unità virus emergenti dell’Istituto Spallanzani, originaria di Ragusa) e Francesca Colavita ( laureata in biologia applicata alla ricerca biomedica e specializzata in microbiologia e virologia all’ Università Sapienza di Roma, originaria di Campobasso).

Conoscere il virus significa anche mettere a punto test diagnostici capaci di identificarlo in tempi brevi e pertanto combatterlo. E’ di poche ore fa, infatti, la notizia di un nuovo test europeo per la diagnosi del virus 2019-nCoV.

Tale scoperta, tutta italiana, è da attribuire all’Università di Padova dove un gruppo di ricercatori guidati e coordinati da Andrea Crisanti, Professore di Microbiologia e Virologia, hanno realizzato un test che si distingue dai precedenti per accuratezza e precisione.

Tale test permette non solo di riconoscere la presenza del virus in persone asintomatiche, distinguendolo dagli altri Coronavirus, ma anche di fare una diagnosi certa in tempi molto brevi, circa due ore e mezza. Come chiarisce il Prof. Crisanti questo test non deve essere effettuato con leggerezza: solo le persone che manifestano i sintomi possono essere sottoposte a tale test diagnostico.

Cosa possiamo concludere? Dobbiamo semplicemente ringraziare questi ricercatori perchè con il loro lavoro hanno reso possibile, in pochissimo tempo, scoperte importanti come queste. Aver isolato il Coronavirus e aver messo a punto un test diagnostico per riconoscerlo permette di monitorare il virus e le sue eventuali mutazioni da paziente a paziente. Inoltre tutto ciò butta le basi per testare nuovi farmaci e produrre un vaccino.

E quindi… GRAZIE per il vostro impegno, la vostra dedizione e la vostra passione.. perchè in realtà, più che di lavoro, si tratta proprio di questo!!!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

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