Ipersensibilità da penicilline

Le penicilline sono un gruppo di antibiotici appartenenti alla classe delle beta-lattamine, chiamate così per la presenza nella loro struttura dell’anello beta-lattamico a 4 elementi. Furono scoperte nel 1929 da Arthur Fleming il quale osservò che colonie di Streptococchi andavano incontro a lisi se contaminate con una muffa del genere Penicillium. Questa scoperta valse il premio Nobel allo scienziato.

Si classificano, in base all’origine, in:

PENICILLINE NATURALI (estratte da Penicillum Chrysogenum): penicillina G, penicillina V, acido clavulanico e tienamicina.

PENICILLINE SEMISINTETICHE (ottenute per sintesi chimica dall’acido 6-aminopenicillanico): aminopenicilline, carbossipenicilline, sulfossipenicilline, metossipenicilline, acilureidopenicilline, carbapenemi.

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QUAL È IL LORO MECCANISMO D’AZIONE?

Le penicilline hanno azione battericida, provocano cioè la morte del batterio. Si tratta di una morte lenta, tanto che questa classe di antibiotici ha un’azione tempo-dipendente.

Le penicilline agiscono inibendo la sintesi del peptidoglicano, una sostanza che conferisce robustezza alla parete cellulare batterica e di conseguenza arrecano un danno a quest’ultima.

QUALI SONO I MECCANISMI DI RESISTENZA ATTUATI DAI BATTERI NEI CONFRONTI DELLE PENICILLINE?

Sono diversi i meccanismi con cui i batteri diventano resistenti alle penicilline.

  1. Inattivazione enzimatica per produzione di beta lattamasi (enzimi capaci di rompere l’anello beta-lattamico delle penicilline e inattivare l’antibiotico).
  2. Modificazione o impermeabilità delle orine di membrana.
  3. Alterazione qualitative e quantitative del bersaglio.
  4. Alcuni microrganismi privi di parete cellulare come il Mycoplasma o che non sintetizzano peptidoglicano risultano insensibili.

QUAL È IL LORO SPETTRO D’ AZIONE?

Le Penicilline sono classificate in base al loro spettro d’azione in:

PENICILLINE A SPETTRO G: la Penicillina G ha uno spettro che comprende streptococchi (di gruppo A e B, streptococcus pneumoniae), enterococchi, stafilococchi, le neisserie (neisseria meningitidis e gonorrhoeae), le spirochete (treponema pallidum, borrelia e leptospira), alcuni bacilli Gram + (fusobacterium, actinomices), clostridium spp (eccetto clostridium difficile).

PENICILLINE A SPETTRO ALLARGATO: il loro spettro d’azione si estende anche a batteri Gram – . Ad esempio l’ ampicillina è attiva su Haemophilus influenzae, Escherichia coli, Proteus mirabilis, Salmonella, Shigella.

PENICILLINE A SPETTRO AMPIO: le acilureidopenicilline, come ad esempio la mezlocillina, hanno scarsa azione sui batteri Gram + e sono attive su Enterobatteri Gram – e Pseudomonas aeruginosa.

PENICILLINE LATTAMASI RESISTENTI (meticillina, nafcillina, isossazolilpenicilline): l’uso di queste penicilline è ristretto alle infezioni sostenute da stafilococchi produttori di beta-lattamasi.

QUALI SONO I LORO EFFETTI COLLATERALI?

Le penicilline sono farmaci maneggevoli, è raro incorrere in effetti collaterali pesanti.

La maggior parte degli effetti collaterali è costituita da reazioni di ipersensibilità. In base al lasso di tempo che intercorre tra assunzione e insorgenza dei sintomi, si distinguono:

REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ IMMEDIATE: i sintomi compaiono entro 1 ora. Si parla in questo caso di anafilassi, orticaria, edema e decesso.

REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ RITARDATE: i sintomi compaiono dopo 1 ora. Si parla in questo caso di malattia da siero, eruzioni cutanee e dermatite esfoliativa.

L’allergia alle Penicilline ha una frequenza non elevatissima ma tra gli antibiotici, le beta-lattamine risultano essere le più allergizzanti. In particolar modo, per il suo largo impiego, l’amoxicillina risulta essere l’antibiotico più spesso coinvolto nelle rezioni allergiche.

A causa del loro elevato peso molecolare, le beta-lattamine agiscono da APTENI. Un aptene è una molecola capace di legare l’anticorpo ma non di scatenare la risposta anticorpale. Ci si chiederà: “come fa quindi la penicillina a scatenare il fenomeno allergico?”. La penicillina legando un substrato circolante nel nostro organismo, come ad esempio una proteina, diventa un antigene e può, a questo punto, indurre tutti i tipi di risposta immunologica della classificazione di Gell e Coombs:

  • TIPO 1: reazioni immediate (mediate dalle IgE).
  • TIPO 2: reazioni di tipo citotossico (mediate da anticorpi).
  • TIPO 3: reazioni da immunocomplessi.
  • TIPO 4 (a, b, c, d): reazioni di ipersensibilità ritardata (cellulo-mediate con danni tissutali evidenti)

Le reazioni immediate possono essere mediate dalle IgE o causate dall’azione diretta del farmaco sui mastociti. Nel primo caso è necessario un “periodo di sensibilizzazione”, motivo per cui queste reazioni non si verificano alla prima dose, nel secondo caso i sintomi possono insorgere alla prima somministrazione del farmaco.

QUALI SONO LE MANIFESTAZIONI CLINICHE IN CASO DI IPERSENSIBILITA’ ALLE BETA-LATTAMINE?

Sicuramente la cute è l’organo più colpito dalle reazioni di ipersensibilità alle beta-lattamine.

La gravità del quadro clinico dipende da alcuni fattori come: dosaggio dell’antibiotico, durata del trattamento e meccanismo di ipersensibilità.

Nelle forme di ipersensibilità IgE mediate il segno clinico più evidente è l’orticaria-angioedema. Può verificarsi, in casi estremi, anche shock anafilattico.

Nelle forme di ipersensibilità non IgE mediate il segno clinico più frequente è l’esantema maculo-papulare (presenza di macchie arrossate e in rilievo accompagnato talvolta da prurito e febbre) che si verifica spesso con le aminopenicilline.

Possono verificarsi anche dermatite da contatto, esantemi fissi e, più raramente, reazioni molto gravi come la Sindrome di Stevens-Johnson e la Sindrome di Lyell.

Oltre alla cute possono essere coinvolti nelle reazioni di ipersensibilità alle beta-lattamine anche altri organi quali.

  • SISTEMA EMOPOIETICO: la reazione ematologica più frequente provocata dalle beta-lattamine è l’anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi). Si possono verificare anche neutropenia e piastrinopenia.
  • FEGATO: le reazioni di ipersensibiltà più frequenti a carico del fegato sono: epatite granulomatosa, colestasi ( riduzione o arresto del flusso della bile), danno epatocellulare e insufficienza epatica.
  • RENE, CUORE, PANCREAS, POLMONE: le reazioni di ipersensibilità ritardate a carico di questi organi sono: nefrite acuta interstiziale, miocardite, pancreatite e polmonite.

CONSIDERAZIONI

Le penicilline, cosi come le altre beta-lattamine (di cui parlerò in seguito), sono tra gli antibiotici più utilizzati. Questo non vuol dire che siano innocui. Sicuramente sono farmaci maneggevoli con un alto indice terapeutico ma, come abbiamo potuto vedere, sono gravati da reazioni di ipersensibilità non indifferenti per i pazienti allergici. In questo caso infatti basta una piccola dose per scatenare uno shock anafilattico.

Nel caso in cui si siano verificate reazioni di ipersensibilità alle penicilline si possono effettuare dopo circa 4-6 settimane dalla manifestazione allergica i test cutanei che sono utili solo nel caso di reazioni immediate. In caso di positività al test cutaneo, si può tentare la strada della desensibilizzazione.

Ovviamente in caso di anamnesi positiva per anafilassi alla penicillina è vietato l’uso di qualsiasi beta-lattamina.

Voglio ricordare che le penicilline sono antibiotici e come tali curano solo ed esclusivamente infezioni di tipo batterico e non hanno alcuna azione in caso di infezione virale. Inoltre, visto il diffondersi del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, è bene assumerli sotto prescrizione medica quando realmente necessario ed attenersi alla durata del trattamento imposta dal medico.

Sono FARMACI.. non CARAMELLE!!!!

Dott. ssa Chiara Caridi.

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