IN MEMORIA DI STEWART ADAMS : NON TUTTE LE SBORNIE VENGONO PER NUOCERE

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Un detto antico recita così:” Se vuoi conoscere la verità, chiedila ai bambini e agli ubriachi”.

E Stewart Adams ci aveva davvero visto giusto. Sebbene stesse lavorando da tempo per trovare un nuovo farmaco per il trattamento dell’artrite reumatoide, egli scoprì l’efficacia dell’ ibuprofene grazie ad una sbornia: lo assunse infatti per curarne i postumi.

Ma procediamo per gradi.

Stewart Adams nacque nel 1923 a Northamptonshire, iniziò ad interessarsi all’ambito farmaceutico all’età di 16 anni, quando lasciò gli studi, per un apprendistato in una delle farmacie al dettaglio, gestita da Boots, marchio di salute e bellezza. Bramoso di conoscenza si appassionò alla Chimica Farmaceutica ed in particolare allo studio delle catene dei composti organici ed inorganici. Qualche anno dopo conseguì la laurea in Farmacia alla  Nottingham University e dopo un dottorato in farmacologia a Leeds, Stewart Adams intraprese la carriera di chimico al dipartimento di ricerca di Boots, azienda che non solo lo mantenne agli studi, ma di cui divenne anche il capo. Fu in questi anni che Adams scoprì l’ibuprofene, mentre era alla ricerca di un antinfiammatorio per l’artrite reumatoide, che all’epoca veniva curata solo con i corticosteroidi. Anche l’aspirina, il primo tra i farmaci antinfiammatori ad essere stato scoperto e sintetizzato, fu testato come antidolorifico per la cura di questa patologia ma gli effetti collaterali, però, risultarono troppo elevati. Quello che serviva ad Adams era un farmaco il cui impiego non fosse accompagnato da questi effetti collaterali.  

Nel 1958, dopo ben 6 anni di ricerca e 600 composti testati Adams e 2 suoi colleghi, Nicholson e Burrows, scoprirono l’ (RS)- acido 2- [4- (2- metilpropil) fenil ] propanoico o piú semplicemente ibuprofene . Dopo qualche anno arrivarono i trials clinici : il composto risultò ben tollerato e gli effetti collaterali  contenuti .

Rimaneva da dimostrare che l’ibuprofene fosse un buon rimedio al mal di testa. Fu proprio Adams a riuscire nell’intento. Una sera, per festeggiare il via libera da parte del Regno Unito alla commercializzazione del nuovo principio attivo, si ubriacò ed il mattino seguente, visto il fortissimo mal di testa, fece da cavia e prese 600 mg di ibuprofene. Il mal di testa scomparve così come tutto il resto .

Adams capì che si trattava di una scoperta rivoluzionaria ma rimase con i piedi per terra e continuò le sue ricerche sugli antinfiammatori per la cura dell’artrite reumatoide. I riconoscimenti non tardarono ad arrivare, venne infatti onorato con un dottorato honoris causa e con due blue plaques, il più alto riconoscimento della Royal Society of Chemistry.

In un’ intervista di qualche anno fa, Adams confidò che quella scoperta non gli cambiò la vita anche se da allora l’ibuprofene divenne l’antidolorifico più utilizzato per disturbi comuni quali mal di denti, mal di testa, dolori mestruali e osteoarticolari, febbre…

Grazie Adams per la tua genialità e per averci salvato tanti… MOMENT!!!!

 

Dott.ssa Chiara Caridi 

Dott. Andrea Liguori

 

 

 

 

 


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4 commenti su “IN MEMORIA DI STEWART ADAMS : NON TUTTE LE SBORNIE VENGONO PER NUOCERE

  1. Luca il said:

    Il blog continua a pubblicare articoli interessanti davvero! Continuate così, diffondere queste conoscenze oggi è sempre più importante. La storia di Adams è significativa per chiunque faccia ricerca. Complimenti!

    • infarmiamoci il said:

      Grazie Luca, siamo davvero felici di contribuire alla crescita dei nostri lettori offrendovi una sana informazione! La ricerca è una macchina che non può arrestare il suo incedere perchè è volta al bene comune!

    • infarmiamoci il said:

      Grazie mille.. Ci fa piacere che reputi i nostri articoli interessanti perché vuol dire che stiamo facendo un buon lavoro! La ricerca é importantissima e ha permesso di scoprire finora tantissimi principi attivi (e non solo) utili, se usati nel modo giusto, in tantissime patologie!

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