IL FARMACO : UN PICCOLO UNIVERSO OLTRE QUELLO CHE VEDIAMO

 

Come già espresso nella precedente presentazione in questo blog parleremo del corretto uso dei farmaci e medicinali, spiegando il perché usarli e come usarli. Nella quotidianità ci sarà capitato più volte di rispondere alla domanda: “Cosa hai preso per il mal di testa?”, con la seguente risposta: “Un Oki, un Aulin, una Moment”, oppure dire: “Ho la febbre, prenderò una tachipirina”; ma cosa si nasconde realmente dietro questi nomi? Quando assumiamo un Farmaco siamo davvero consapevoli e coscienti di quello che stiamo per assumere? Cosa è realmente contenuto in quella compressa, in quella capsula o nello sciroppo che beviamo? In realtà è opportuno sapere che solo una parte del Farmaco è effettivamente responsabile dell’azione terapeutica dello stesso, pertanto dobbiamo considerare il Farmaco come un insieme di sostanze, che “coesistono” per favorire l’assunzione dello stesso e rendere massima la sua azione terapeutica. Un farmaco può presentarsi in diverse forme farmaceutiche: solide (compresse, pillole, capsule rigide, polveri, granulati, supposte) , semisolide (gel, creme, unguenti, lubrificanti, paste) , liquide (sciroppi, fiale, gocce, colliri) e gassose (aerosol) e in ogni farmaco ci sono due componenti: il principio attivo ( talvolta può essere più di uno) e gli eccipienti ( Vedi Esempi).

Il concetto di principio attivo (P.A.) fu introdotto da Paracelso, il padre della chimica farmaceutica, esso è il componente fondamentale del farmaco, si tratta di una sostanza dotata di una certa attività biologica, cioè una molecola che nel nostro organismo svolge un’azione contro la malattia che si vuole combattere o, più in generale, modifica una funzione organica con lo scopo di curare o  prevenire una malattia, è quindi il responsabile dell’effetto terapeutico del Farmaco. 

Gli eccipienti (E), invece, sono sostanze inerti, senza alcuna proprietà terapeutica, si tratta di sostanze che servono a contenere oppure a veicolare il principio attivo verso la sua sede d’azione, o a rendere più gradevole l’aspetto o il sapore del medicinale, facilitandone così l’assunzione.

La classificazione degli eccipienti può essere fatta in base al ruolo svolto nelle fasi di preparazione del medicinale e di rilascio del farmaco. Questo ruolo può essere schematizzato come segue:

– Costituzione: (diluenti, assorbenti ed adsorbenti) per avere una massa di principio attivo appropriata nella preparazione del prodotto finito;

– Produzione: (lubrificanti, leganti, glidanti, plasticizzanti, tensioattivi, umettanti e viscosizzanti) per facilitare i processi tecnologici di fabbricazione del prodotto finito;

– Liberazione biofarmaceutica: (disgreganti, polimeri per il rilascio e bagnanti) per modulare il rilascio del principio attivo dalla preparazione farmaceutica;

– Conservazione: ( antimicrobici, chelanti e antiossidanti) per preservare le caratteristiche chimiche, fisiche, microbiologiche, tossicologiche e terapeutiche del prodotto finito (stabilità della preparazione farmaceutica);

– Presentazione: (aromatizzanti, edulcolaranti e coloranti) per favorire il gradimento da parte del paziente, sostanze utilizzate per migliorare la palatabilità del preparato farmaceutico, mascherandone caratteristiche organolettiche sfavorevoli; composti impiegati per impartire colorazione ai preparati farmaceutici, per un impatto psicologico positivo nel paziente o permettere l’identificazione del preparato, per esempio gli antidolorifici sono solitamente di colore bianco, proprio perché il bianco è un colore neutro, per gli antidepressivi invece, il colore di elezione è l’arancione o il rosso, colori vivi ed accesi che in qualche modo possono influire positivamente sulla psiche del paziente.

Nella chimica farmaceutica quindi la presenza degli eccipienti è necessaria per ragioni legate al processo di produzione, per facilitarne l’assunzione o per rendere possibile l’assorbimento da parte dell’organismo.Ciononostante un certo numero di eccipienti può avere rilevanza per la sicurezza di un medicinale. Per esempio farmaci contenenti saccarosio devono essere somministrati con attenzione ai pazienti diabetici, eccipienti, come i parabeni, possono determinare reazioni allergiche ed è noto che i farmaci contenenti lattosio non sono indicati in soggetti intolleranti a questa sostanza, per tale motivo i foglietti illustrativi dei medicinali riportano sempre specifiche avvertenze per determinati eccipienti, in ottemperanza ad un’apposita linea guida predisposta dalla Comunità europea. Ecco perché gli eccipienti sono la vera variabile da tenere sotto controllo quando si passa all’uso di un equivalente. La normativa vigente prevede infatti che un farmaco equivalente possa contenere eccipienti diversi da quelli del farmaco “di marca”, l’importante è che il medicinale ottenuto sia bioequivalente rispetto all’originale,e che pertanto abbia lo stesso effetto terapeutico. Con ciò introduco il prossimo argomento, si tratta di un argomento parecchio ostico per la maggior parte dei pazienti, soprattutto per quelli abitudinari , ovvero la differenza tra Farmaco di marca e farmaco generico o equivalente, ma di questo ve ne parlerà ampiamente la mia collega, la dott.ssa Chiara.

Noi ci rivediamo al prossimo articolo , grazie a tutti voi per la lettura

Dott. Andrea Liguori

 

 

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