Farmacisti in trincea: la sicurezza ai tempi del Coronavirus!

In questo momento di crisi, non si può non ricordare l’impegno di tutti gli operatori sanitari che lottano ogni giorno contro questa emergenza sanitaria, venendo quotidianamente a contatto con pazienti affetti da Coronavirus, talvolta, assistendoli fino alla fine, visto che il contatto con i famigliari è sconsigliato, e mettendo così, consapevolmente, a rischio la propria vita.

Parliamo di medici, infermieri, operatori socio sanitari, socio assistenziali, e farmacisti, ed è proprio sulla sicurezza del farmacista, che vogliamo parlare. Proprio in momenti come questi infatti, la farmacia diventa un presidio fondamentale del territorio e il farmacista una figura chiave tra gli operatori sanitari coinvolti, seppur troppo poco citato.

Siamo di fatto di fronte ad una pandemia, gli ospedali sono al collasso e i medici di famiglia ricevono su appuntamento filtrando telefonicamente le visite. Come sappiamo bisogna evitare di recarsi al pronto soccorso in caso di sintomi respiratori o febbre, per cui tutte le persone con tosse, febbre e mal di gola si riversano in farmacia! Ogni giorno, persone nel panico, spaventate e confuse prendono d’assalto farmacie e parafarmacie alla ricerca dei dispositivi di protezione individuale e degli igienizzanti, tralasciando spesso il buon senso civico esponendo così gli operatori ad un potenziale contagio.

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E’ ormai chiaro che la prosecuzione di ogni attività può avvenire solo in presenza di condizioni tali da assicurare al personale e alle utenze adeguati livelli di protezione, cosa che nelle farmacie fino a qualche giorno fa non avveniva. Visto il numero crescente di casi è evidente che le misure prese dal Governo non sono sufficienti per contenere la trasmissione del virus, anche perchè molte persone affette risultano asintomatiche.

E’ proprio questo che ci preoccupa, come è possibile aiutare gli altri, assistere adeguatamente i pazienti senza mettere a rischio la propria salute? E’ indispensabile che tutti coloro i quali sono impegnati ad assicurare i servizi di prima necessità e quelli che continuano ad andare a lavorare siano forniti di camici, mascherine, guanti e tutto quello previsto dal nuovo protocollo. Ma come si fa a lavorare se mancano questi dispositivi e il comportamento dei pazienti spesso non è idoneo? Come possono tutelarsi i farmacisti?

In queste circostanze le possibilità sono:

  • chiudere, privando così la popolazione di un servizio sanitario essenziale;
  • lavorare a battenti chiusi;
  • lavorare adottando precise norme di sicurezza, laddove possibili.

Al fine di garantire la continuità del servizio alla popolazione, le singole farmacie, devono confermare la presenza di farmacisti per tutto l’orario di apertura. Sarà poi responsabilità della farmacia aver scelto la modalità di servizio. Molti farmacisti titolari hanno adottato, in maniera autonoma misure preventive per contrastare il contagio, tra queste ricordiamo:

  • l’ingresso di non più di due persone alla volta,
  • tenere una distanza minima (come disposta dalla normativa) di almeno un metro tra i pazienti presenti, tra questi ultimi e i farmacisti al banco e tra gli operatori al banco (ciascuno dotato di guanti e mascherine);
  • posizionare un telo in plastica trasparente da soffitto a coprire il bancone, tale da creare una barriera che consenta tuttavia il passaggio del materiale farmaceutico;
  • posizionare protezioni in plexiglas a tutela dell’utenza e dei farmacisti;

Ma tutto ciò non basta! Anche voi dovete fare la vostra parte.

In conclusione è necessario che tutti prendano coscienza dell’importanza di questa figura professionale, fatta non solo dai titolari di farmacia ma da tantissimi farmacisti dipendenti che come tutti gli altri lavoratori vorrebbero fare lo “smart working” ma che non possono. È indispensabile che ogni Regione rifornisca farmacie e parafarmacie delle necessarie dotazioni di sicurezza, cosa peraltro già concordata in passato e mai rispettata. E’ importante che si adottino misure atte a salvaguardare la salute del farmacista, quindi del cliente e di conseguenza la salvaguardia del servizio.

Vogliamo ricordarvi ancora una volta che ognuno di noi gioca un ruolo fondamentale in questa battaglia che ci vede tutti protagonisti. Rispettate le attuali norme di sicurezza, non uscite di casa se non è necessario……..ricordate che la vostra salute è un bene primario, non sprecatelo!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

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