FANS: FUTURI ALLEATI NELLA PREVENZIONE DEI TUMORI?

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Il tumore è una neoformazione presente in un organo o in un tessuto, con caratteristiche di crescita incontrollata e di struttura aberrante. Il tessuto tumorale è costituito da cellule e stroma (tessuto connettivo e vasi) entrambi essenziali per lo sviluppo in quanto non potrebbe esserci crescita senza un apporto adeguato di nutrienti.

Le caratteristiche principali delle cellule tumorali sono: proliferazione incontrollata, mancata maturazione ,modificazione della membrana cellulare, alterazione delle attività metaboliche e secernenti e modificazione del patrimonio genetico. A seconda del comportamento clinico i tumori si distinguono in benigni e maligni. Le cellule dei tumori ben differenziati sono simili a quelle del tessuto di origine e tendono ad essere benigne. Più ci si allontana dalle caratteristiche originali maggiore è il rischio di sviluppo verso forme meno differenziate e quindi di malignità. Una delle caratteristiche dei tumori maligni è la perdita di inibizione alla crescita: questo comporta uno sviluppo più rapido rispetto a quelli benigni. Nella tumorigenesi intervengono molteplici fattori, per cui in genere occorrono diversi anni perché avvenga il passaggio dallo stato microscopico ( carcinoma in situ) a quello conclamato. I tumori benigni solitamente sono dotati di una struttura coesa e sono delimitati da una capsula fibrosa. I tumori maligni invece tendono ad infiltrare i tessuti circostanti, penetrando all’interno delle strutture adiacenti. La colonizzazione a distanza da parte di cellule tumorali prende il nome di metastasi. La capacità di dare metastasi distingue i tumori maligni da quelli benigni. Le proprietà invasive dei primi permettono l’estensione ai vasi sanguigni e linfatici, favorendo la disseminazione a distanza. Più il tumore iniziale è aggressivo e cresce rapidamente, maggiori sono le probabilità che esso dia metastasi. La presenza di eventuali metastasi è uno dei primi accertamenti che il medico richiede dopo aver diagnosticato un tumore e averne determinato caratteristiche e dimensioni.

In Italia i tumori maligni continuano a rappresentare la seconda causa di morte nella popolazione generale, subito dopo le patologie cardiovascolari. Se da un lato non tutti i tumori maligni hanno evoluzione drammatica, dall’altro non tutti i tumori benigni sono innocui. Lo stadio della malattia e la tempestività dell’intervento giocano un ruolo chiave per il buon esito del processo di guarigione e di sopravvivenza. Questo consente di esprimere un giudizio prognostico attendibile e di valutare le possibilità terapeutiche a disposizione. Ogni tumore richiede un approccio diverso e, spesso, anche tempi e cura diversi.

Da numerose ricerche e da ormai diverso tempo si è evidenziato un legame tra tumore e infiammazione. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che le principali citochine rilasciate durante il processo infiammatorio cronico permettono la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali inducendo processi di metastasi. In più alcune forme tumorali producono ormoni, citochine e altre sostanze per autosostenersi.

Per questo motivo i FANS ( farmaci antinfiammatori non steroidei ) potrebbero essere d’aiuto nella prevenzione dei tumori. Già anni fa alcuni studi preclinici e clinici hanno evidenziato che questi farmaci erano capaci di contrastare l’insorgenza di tumori quali il tumore del seno, del colon retto e dell’ovaio.

Una ricerca tutta italiana, pubblicata sulla rivista scientifica “British journal of Cancer ” e frutto della collaborazione tra Università Statale di Milano, Istituto Europeo Oncologico e Istituto Nazionale dei Tumori, ha dimostrato che l’attività antitumorale di questi farmaci segue un meccanismo diverso rispetto all’attività antinfiammatoria all’interno della cellula (attività responsabile degli effetti collaterali).

Testando diversi FANS su cellule umane in vitro e su modelli animali si è scoperto che l’attività antitumorale di questi farmaci è legata alla capacità di inibire un enzima, SIRT1, attivando il segnale di uno degli oncosoppressori più importanti, p53.

Come afferma Paolo Ciana, professore di Biotecnologie Farmacologiche all’ Università degli Studi di Milano e coordinatore del team di ricerca: ” I risultati sull’azione preventiva dei FANS sono promettenti ma questi farmaci non possono essere usati per lunghi periodi a causa dei gravi effetti collaterali come sanguinamenti, problemi gastrici, renali, epatici e cardiaci. Nel nostro laboratorio siamo riusciti a indicare una strada per dare vita a nuovi FANS scevri da questi effetti collaterali mantenendo l’azione antitumorale”.

Il gruppo di ricerca sta inoltre lavorando per capire se i FANS possano ridurre il rischio di recidiva di un tumore. Tutto questo è ancora da vedere.. cosi come rimane da vedere se in un prossimo futuro i FANS potranno essere impiegati nella prevenzione secondaria delle patologie cardiovascolari per le quali al giorno d’oggi l’unico antinfiammatorio ad essere utilizzato è l’aspirina ad un dosaggio molto ridotto.

Sicuramente questa è una notizia sorprendente ma c’é ancora tanto lavoro da fare e non bisogna trarre conclusioni affrettate.. Ci sentiamo di ribadire che i FANS in commercio non devono assolutamente essere somministrati a scopo preventivo perché hanno importanti effetti collaterali e nessuna azione curativa nei confronti dei tumori.

A presto con un nuovo articolo!!!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi


2 thoughts on “FANS: FUTURI ALLEATI NELLA PREVENZIONE DEI TUMORI?”

  1. Ancora una volta un’ottima notizia per la ricerca italiana! Sicuramente la cosa dovrà essere approfondita, trattando parallelamente l’argomento dell’abuso dei FANS. Ci aspettiamo altre news da parte vostra! Grazie e bravi!

    1. Caro Luca, è proprio una bella notizia e un grazie va ancora una volta alla ricerca italiana! Si il lavoro da fare è ancora tanto ma noi siamo fiduciosi! Grazie per i tuoi commenti e per i tuoi complimenti!

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