Coronavirus: al vaglio un Vaccino!

Il bollettino della Protezione Civile parla di 1700 casi di Coronavirus nel nostro paese, di cui 41 decessi e 83 guariti.

Come molte altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo Coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più gravi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Anche se a molti sembra strano raramente può essere fatale, al momento infatti il tasso di mortalità è di circa il 2% e riguarda per lo più persone avanti con gli anni e con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.

Generalmente i sintomi sono ad esordio lento; in alcune persone infette inoltre non si manifestano né disturbi né malessere. L’80% delle persone affette, guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Nonostante questo la ricerca di un vaccino resta una priorità in questa emergenza sanitaria.

Sebbene la maggior parte di questi sintomi siano simili a quelli di una banale influenza, sono tuttavia causati da virus differenti, pertanto, in caso di sospetto di Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi.

A questo punto viene da chiedersi se sia più protetto dal nuovo Coronavirus chi è stato vaccinato contro l’influenza stagionale. La risposta chiaramente è NO, però comunque è consigliabile vaccinarsi, e non solo per gli anziani e i bambini, ma anche per i viaggiatori internazionali, per evitare così infezioni che potrebbero essere erroneamente attribuite al Coronavirus. Da qui l’importanza della realizzazione di un vaccino specifico per questo nuovo virus.

infarmiamoci.it

La società farmaceutica Moderna di Cambridge, nel Massachusetts sostiene di essere vicina alla realizzazione del primo vaccino contro il Coronavirus. La sperimentazione clinica dovrebbe iniziare entro la fine di aprile e se i risultati saranno favorevoli il vaccino potrebbe essere commercializzato non prima del 2021.

La sintesi di questo vaccino sperimentale si basa su una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili, che utilizza una sequenza del materiale genetico del Coronavirus, ossia una sequenza dell’acido ribonucleico responsabile di una reazione immunitaria nell’organismo ricevente. Ad occuparsi dei primi test clinici sarà il National Institute of Allergy and Infectious Disease (NIAID) di Bethesda nel Maryland, un Centro di Ricerca pubblico che si occupa dello studio delle malattie infettive. Questi test coinvolgeranno circa 25 volontari sani con lo scopo di verificare la sicurezza del vaccino e la sua capacità indurre una corretta risposta immunitaria al nuovo Coronavirus. Se i risultati di questa prima fase di test dovessero essere positivi, si passerebbe ad una seconda fase di test nella quale verranno coinvolte circa un centinaio di persone provenienti dalle zone in cui il Coronavirus è più diffuso.

Dott. Andrea Liguori
Dott.ssa Chiara Caridi


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