Ritirato integratore!

La società Teofarma ha attivato un richiamo volontario del lotto n. G178329 scad. 09/2022 della specialità medicinale BENERVA 100 mg/1 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare, utilizzato nella profilassi e terapia della carenza di vitamina B1.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Un altro ritiro dal mercato!

L’AIFA ha disposto il ritiro dal mercato del lotto n. 7LPR1B scad. 10-2019 della specialità medicinale TobraDex 0,3% + 0,1% collirio sospensione della ditta NEW PHARMASHOP SRL, indicato per la cura di varie patologie oculari come blefarite e congiuntivite.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Sequestrati farmaci contraffatti destinati ai bambini.

E’ di poche ore fa la sconcertante notizia della scoperta e del sequestro da parte della guardia di finanza di Genova e dell’Agenzia delle dogane, di 4 tonnellate di farmaci contraffatti destinati ai bambini.

infarmiamoci.it

La merce era conservata dentro un container proveniente dalla Tunisia e destinato in Sudan, fermo nel porto di Genova. Si tratta di prodotti farmaceutici realizzati senza alcuna prescrizione medica e potenzialmente pericolosi.

Quello dei farmaci contraffatti purtroppo è uno dei mercati illegali in costante crescita, circostanza questa, che preoccupa molto gli inquirenti visto che i canali di distribuzione non sono più solamente on line.
Persone senza scrupoli possono acquistarli nei luoghi di produzione e poi immetterli sul mercato senza pensare al danno che potrebbero così provocare alla salute degli ignari consumatori. Ciò che rende ancora più grave la questione è proprio il fatto che si tratti di farmaci destinati ai pazienti in età pediatrica.

Occorrono quindi controlli serrati e maggiori mezzi a disposizione per chi combatte questo mercato illegale, per evitare che qualcuno possa nuovamente giocare con la nostra salute e con la salute dei nostri figli!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

VIRUS, NUOVI ALLEATI CONTRO LE INFEZIONI BATTERICHE?

Quanti di noi tremano al solo sentir parlare di virus? Quanto pericolosi sono i virus per la salute umana? E se vi dicessi che alcuni virus hanno funzionato laddove i farmaci hanno fallito?

infarmiamoci.it

La “Nature Medicine” rinomata rivista scientifica internazionale, ha riportato la notizia di una ragazza malata di  fibrosi cistica e salvata grazie ad un cocktail di virus. La giovane Isabelle Carnell affetta da fibrosi cistica ha dovuto affrontare tutta una serie di infezioni sostenute da ceppi di batteri antibiotico-resistenti del genere Mycobacterium Abscessus.

Il Mycobacterium Abscessus è uno dei batteri che rendono la vita delle persone affette da fibrosi cistica particolarmente difficile: esso infatti si insinua nel muco che si forma sulle pareti dei polmoni dei pazienti danneggiando gravemente gli organi fino a renderne necessario il trapianto. Isabelle, nonostante il trapianto di entrambi i polmoni, non è riuscita a liberarsi del batterio, che, dopo l’intervento nel 2017, ha anche infettato la ferita chirurgica impedendone la normale cicatrizzazione.

Così dopo mesi di inutili trattamenti antibiotici, il medico che aveva in cura la giovane , ha deciso di seguire una via alternativa, ricorrendo all’uso di batteriofagi. I ricercatori hanno impiegato tre mesi per individuare una terna di batteriofagi particolarmente indicati per eliminare il Mycobacterium Abscessus isolato dalla ferita e dal muco della giovane paziente. Una volta individuata questa triade di virus rimaneva un solo problema: due di questi virus infatti, avevano un’aggressività limitata per la presenza di alcuni geni che ne inibivano le potenzialità letali. Pertanto l’equipe decise di ricorrere alla modificazione genetica per spegnere i geni che contrastavano la capacità dei virus di combattere gli antibiotici.

Una volta sintetizzato questo cocktail di virus, è iniziato il trattamento, esso è stato somministrato endovena due volte al giorno e spalmato sulle lesioni portando in breve tempo ad una notevole riduzione della carica batterica sia cutanea che sistemica.

Oggi Isabelle, non è completamente guarita, ma è comunque viva, e questo grazie al cocktail di virus . Continua a sottoporsi a due iniezioni al giorno e l’infezione è tenuta sotto controllo. A breve si aggiungerà un quarto virus al preparato, nella speranza di debellare completamente il batterio killer.

E’ vero che un solo caso, per quanto incoraggiante sia, non da la vittoria in mano, e che le potenzialità terapeutiche dei batteriofagi devono essere costantemente testate in rigorosi trial clinici, però questa è la prova che questo approccio, per quanto più complesso e costoso rispetto agli antibiotici, può rivelarsi efficace anche per le infezioni più resistenti. In tempi di antibiotico-resistenza, un’arma in più può essere provvidenziale considerando che oggi questa problematica è diventata una vera e propria priorità per la sanità pubblica a livello mondiale, non soltanto per le importanti implicazioni cliniche (aumento della morbilità, letalità, durata della malattia, possibilità di sviluppo di complicanze, possibilità di epidemie), ma anche per la ricaduta economica delle infezioni sostenute da batteri antibiotico-resistenti e i fastidi associati ad un allungamento delle degenze in ospedale.

Dott. Andrea Liguori

Ictus: quanto tempo abbiamo per intervenire?

L’ictus cerebrale è causato dall’interruzione del flusso sanguigno in una parte del cervello. Esistono due tipi di ictus:

ICTUS EMORRAGICO: si verifica in seguito alla rottura di un vaso cerebrale.

ICTUS ISCHEMICO: si verifica in seguito alla chiusura di un vaso cerebrale.

In entrambi i casi, le cellule cerebrali si danneggiano; nel primo caso il sangue che fuoriesce dal vaso esercita una compressione sui neuroni, nel secondo caso i neuroni muoiono a causa della mancanza di ossigeno e nutrimento portati dal sangue.

L’ictus è una patologia neurologica in cui il fattore TEMPO risulta fondamentale: prima si interviene e prima si limitano i danni. Si parla di danni come: paralisi della metà del corpo, deficit neurologici, deficit visivi, impossibilità di articolare un discorso e di capire.

Basti tenere presente che l’ictus, in Italia, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori rappresenta la terza causa di disabilità.

Per questo motivo alla comparsa dei primi sintomi è bene che il paziente colpito venga trasportato al pronto soccorso dotato dell’Unità Vascolare più vicino.

Oggi, però, sembra esserci una notizia.. una buona notizia che arriva direttamente dal Congresso dell’European Stroke Organisation.

Ora come ora si può intervenire, in caso di ictus, entro 4-5 ore dall’insorgenza dei sintomi con la terapia fibrinolitica a base di alteplase, un farmaco capace di sciogliere il trombo e ristabilire il flusso sanguigno, e entro 6 ore con la trombectomia meccanica che consente di sciogliere il coagulo di sangue attraverso l’utilizzo di device meccanici per via endovascolare.

Gli esperti riuniti nei giorni scorsi al congresso hanno evidenziato, con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, che il trattamento trombolitico può essere somministrato non più entro 4-5 ore ma fino a 9 ore dalla comparsa dei sintomi. Come afferma Vincenzo Di Lazzaro, Direttore di Neurologia del Campus Bio-Medico di Roma, “questo tipo di approccio può essere utilizzato solamente in pazienti valutati con indagini neuroradiologiche avanzate in grado di dimostrare e di quantificare la presenza di tessuto cerebrale che può essere ancora recuperato. È perciò richiesta un’organizzazione ancora più complessa delle unità di trattamento neurovascolare in termini di apparecchiature e, soprattutto, di personale dedicato”.

Questa sicuramente rappresenta una novità importante in campo medico nel trattamento dell’ictus ma ovviamente, come sempre nella ricerca, sono necessari ulteriori studi prima di confermare i risultati ottenuti.

Come dice l’esperto di Lazzaro è necessario capire che la tempestività, in caso di ictus, è di primaria importanza perché “più precoce è l’intervento, più efficaci sono le terapie, minori sono le complicanze acute del trattamento e minore è il deficit residuo del paziente”.

A mio avviso se questi risultati verranno convalidati da nuove indagini e se gli ospedali si arricchiranno di personale specializzato e di apparecchiature all’avanguardia, forse diminuirà il numero delle persone che, ad oggi, perdono la vita per una patologia a volte non riconosciuta all’istante e perciò non trattata come dovrebbe.

Dott.ssa Chiara Caridi.


Ritiro di un farmaco dal mercato!

L’AIFA ha disposto il ritiro di tre lotti della specialità medicinale Yaz, pillola anticoncezionale della Bayer.

Nello specifico si tratta dei lotti WEP9HE scad. 31-08-2022, WER6HW scad. 31-03-2023, WER3BB scad. 31-12-2022.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ogni tanto una buona notizia per la sanità calabrese!

All’ospedale “San Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme l’equipe di Chirurgia con a capo il Dott. Manfredo Tedesco ha somministrato, con enorme successo a un paziente con una grave emorragia del tratto gastro-intestinale che aveva già subito 4 trasfusioni di sangue, un nuovo farmaco da poco tempo disponibile nella farmacia ospedaliera. Questo ha permesso non solo di fermare l’emorragia ma anche di evitare ulteriori trasfusioni e di stabilizzare il quadro clinico del paziente per permettere l’intervento.

Infarmiamoci.it

Il farmaco in questione, “fattore VII plasmatico inattivo”, è un derivato del plasma che svolge un ruolo importante nella cascata di coagulazione del sangue e ha la capacità di ridurre tutti i tipi di emorragia da quelle lievi a quelle gravi.

Normalmente questo fattore viene sintetizzato nel fegato in forma inattiva, forma dotata di una bassa attività coagulante. Nella sede dell’emorragia viene attivato e può svolgere la sua azione nella via estrinseca della coagulazione arrestando l’emorragia in corso.

È bello leggere queste notizie specialmente quando nell’articolo è nominato un ospedale calabrese..ogni tanto anche noi possiamo essere orgogliosi della nostra sanità..tanti nostri medici sono al Nord..ma tanti di quelli che hanno scelto di rimanere al Sud sono medici validi, scrupolosi e che fanno del loro lavoro una missione.. ogni giorno della loro vita..!!

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Integratore ritirato!

L’AIFA ha disposto il ritiro dal mercato del lotto n. 231 con scad. 04-2021 della specialità medicinale Mag2 20 FL 1,5 g/ 10 ml soluzione orale prodotto dalla casa farmaceutica Sanofi SPA. Mag2 è un integratore a base di magnesio pidolato utilizzato nelle diete povere di magnesio.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Disponibilità Sinemet!

L’AIFA rassicura che il medicinale Sinemet, a base dell’associazione carbidopa/levodopa, utilizzato nel trattamento della malattia di Parkinson e della sindrome Parkinsoniana, è disponibile nelle confezioni 100mg + 25mg (50 compresse) e 200mg + 50mg compresse a rilascio modificato (30 compresse). A causa dello stato di carenza che si è verificato, vista l’elevata richiesta, su queste confezioni di medicinali si potrà verificare una discontinuità nelle rivendite. Per questo motivo si raccomanda un uso consapevole di questi farmaci onde evitare un nuovo stato di carenza. Se questo si dovesse verificare, l’AIFA autorizza l’importazione di medicinali analoghi dall’estero alle strutture che lo richiedono.

Per quanto riguarda invece le confezioni 250mg + 25mg (50 compresse) e 100mg + 25mg compresse a rilascio modificato (50 compresse) il titolare MSD ha precisato che vi è una carenza temporanea a causa del ritardo nella fornitura da parte del produttore, fornitura che potrà riprendere nelle prossime settimane.

Speriamo bene.. ci sono tanti malati che per condurre una vita dignitosa hanno bisogno di queste medicine, a quel preciso dosaggio.. Come è possibile una situazione del genere?

Auspichiamo si risolva al più presto questa situazione a dir poco surreale.. purtroppo solo chi ha una malattia del genere o persone che vivono ogni giorno questo dramma accanto ai malati sa cosa voglia dire tutto questo!

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ancora un farmaco ritirato!!

L’AIFA ha disposto il ritiro del lotto n. HT6111 con scad. 02-2020 della specialità medicinale Amoxicillina Acido Clavulanico della TEVA, un antibiotico utilizzato per la cura di diverse patologie tra cui otite ed endocardite.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori