Avigan vs Covid-19: mezze verità!!!

Stiamo lottando sempre di più. I medici, gli infermieri, gli OSS, le forze dell’ordine, i farmacisti sono in prima linea nella lotta a questo virus sconosciuto. Lottano con tutte le loro forze, facendo turni estenuanti per essere presenti 24 h su 24 , per prendersi cura di tutti i contagiati che crescono ogni giorno di più, per trovare una cura che sia efficace e sicura mettendo a repentaglio la loro vita in ogni momento, perchè il loro lavoro non è un lavoro, ma una missione. E questo non ha prezzo!!! Ma bisogna dare merito anche a tutti quei lavoratori che, pur non essendo in prima linea, tutte le mattine si alzano e per rispetto verso l’Italia e verso il loro lavoro rischiano comunque la vita per continuare a lavorare. Sto parlando di cassiere/i del supermercato, edicolanti, operai delle fabbriche, giornalisti, tabaccai, autotrasportatori, funzionari di banche e poste ecc.. Dopo le ulteriori restrizioni del nuovo decreto del 22 Marzo continuiamo tutti a lottare rimanendo chiusi in casa (tranne qualche eccezione), per sconfiggere il nostro nemico numero 1: il Covid-19.

Infarmiamoci.it

Purtroppo a un mese e 5 giorni dall’inizio di questo incubo non ci sono ancora in commercio farmaci o vaccini utili a combatterlo.

I farmaci attualmente in sperimentazione in Italia utili a contrastare gli effetti del Covid-19 sono 3:

CLOROCHINA: farmaco utilizzato nel trattamento della malaria. Da alcuni studi sembra che la clorochina sia capace di inibire il legame del Coronavirus alle cellule umane. Anche se i dati a riprova di ciò sono pochi, i risultati finora ottenuti sono buoni.

REMDESIVIR: antivirale prodotto in USA utilizzato nel trattamento dell’Ebola. Per la prima volta è stato impiegato allo “Spallanzani” di Roma per curare la coppia di cinesi colpiti da Covid-19 i quali sono stati dimessi dopo ben 49 giorni di ricovero. In più è stato utilizzato, con buoni risultati, al Policlinico “San Matteo” di Pavia dove ha guarito un altro paziente infetto.

TOCILIZUMAB: anticorpo monoclonale utilizzato nella cura di alcune patologie autoimmuni e per ridurre al minimo l’infiammazione nei malati di cancro sottoposti alla terapia Car-T. Tocilizumab inibisce l’azione di una molecola infiammatoria, l’interleuchina-6, al fine di contrastare l’infiammazione, piuttosto importante, a livello polmonare che si verifica nell’infezione da Covid-19.

Negli ultimi giorni, complice anche un video postato su Facebook da un farmacista romano, Cristian Aresu, che si reca spesso in Giappone per lavoro, si sta discutendo molto di un farmaco chiamato AVIGAN.

Vediamo di che si tratta e cerchiamo di fare un pò di chiarezza nei limiti del possibile.. Molte notizie se lette in modo approssimativo e senza una conoscenza approfondita generano, purtroppo, confusione..

Partiamo dal fatto che il farmaco esiste. L’AVIGAN, nome commerciale del Favipiravir, sviluppato dall’industria farmaceutica giapponese FUJIFILM Toyama Chemicals, è un farmaco antivirale usato come antinfluenzale in Giappone dal marzo 2014. Badate bene al fatto che viene somministrato solo ed esclusivamente nei casi in cui altri antivirali sono inefficaci, è considerato quindi un farmaco di riserva. Questo perchè? Perchè durante la sperimentazione in Giappone ci si è resi conto che produceva gravissimi effetti collaterali, tra i quali pesanti crisi depressive e malformazioni fetali nelle puerpere. Motivo per cui questo medicinale non è autorizzato nè in Europa nè in USA.

Nel video diventato virale il farmacista sostiene due cose:

  • “L’Avigan cura il 90% dei casi di Coronavirus”. Cercherò di spiegare in modo semplice, con le evidenze scientifiche, che questa affermazione non è corretta. Questo farmaco viene somministrato ai primissimi sintomi della malattia e non blocca il progredire della stessa come sostiene Aresu. L’unico studio a disposizione sull’Avigan è una ricerca cinese condotta su circa 80 pazienti (trial clinico) svolta per confrontare gli effetti di questo farmaco con un altro antivirale, lopinavir/ritonavir, in associazione entrambi a interferone alfa. I risultati di questo studio, basandoci solo sull’abstract dell’articolo, confermano sostanzialmente 2 cose: 1) l’Avigan riduce di circa 4 giorni, rispetto agli 11 giorni nel gruppo di controllo, il tempo di clearance virale, ovvero il tempo di scomparsa del virus dai pazienti infetti e 2) nella TAC torace dei pazienti trattati con Avigan rispetto a quelli trattati con l’altro antivirale si nota un miglioramento nel 91% dei casi. Ma se l’articolo viene letto in toto le cose cambiano un pò. Innanzitutto si tratta di uno studio ristretto di sole 80 persone che dal punto di vista scientifico non può avere la stessa valenza di uno studio in cui i partecipanti sono molti di più, è uno studio non randomizzato, ciò vuol dire che i partecipanti sono stati selezionati e non scelti a caso; in particolare chi ha condotto la ricerca ha escluso volutamente i pazienti in condizioni cliniche severe scegliendo pazienti Covid-19 con una malattia da lieve a moderata, infine questo studio è privo di alcuna revisione da parte degli esperti. Se il risultato ottenuto sulla riduzione della clearance virale è veritiero, il risultato che trae un pò in inganno è la situazione della TAC torace. Nella ricerca, la TAC torace viene effettuata al quarto, al nono e al quattordicesimo giorno di trattamento. Si nota che dopo 14 giorni di trattamento il 91% dei pazienti trattati con Favipiravir mostrano un miglioramento della TAC torace rispetto al 62% dei pazienti trattati con l’altro antivirale. Bisogna ricordarsi che i pazienti presentano una malattia lieve-moderata, quindi dire che il 90% dei pazienti affetti da Coronavirus guarisce equivale a dire una falsità. In modo più appropriato il farmacista Aresu avrebbe dovuto dire che il 91% dei pazienti affetti da Covid-19 non gravi mostra dopo 14 giorni di trattamento con Favipiravir un miglioramento della TAC torace rispetto al 62% del gruppo di controllo trattato con lopinavir/ritonavir. Se non c’è un’evidente compromissione del quadro polmonare dire che l’Avigan cura il 90% dei pazienti affetti da Covid-19 è fuorviante.
  • “SECONDO ME, l’AIFA sta palleggiando un pochino con questa situazione perchè ha fiutato l’affare economico che ci sarebbe se voi pensate chi prenderà in mano la distribuzione di questo farmaco in Italia, diventerà in pochissimo tempo miliardario, il padrone di tutta la situazione farmaceutica in Italia, perchè comunque sarà colui che salverà la vita. Quindi, a mio avviso proprio come dei buoni e bravi italiani stiamo facendo il solito gioco di marchette, mazzette e cose varie per aggiudicarlo e poterlo dare a qualcuno”. Ecco, questa affermazione mi fa inorridire. Ovviamente in seguito alla pubblicazione del video in cui si parlava di questo farmaco i presidenti della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e della Regione Veneto, Luca Zaia, hanno chiesto all’AIFA di avviare la sperimentazione in Italia. L’AIFA conosceva già da tempo questo farmaco e ha chiarito sul proprio portale web in un comunicato quanto segue: “Ad oggi non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da Covid-19“( https://www.aifa.gov.it/-/aifa-precisa-uso-favipiravir-per-covid-19-non-autorizzato-in-europa-e-usa-scarse-evidenze-scientifiche-sull-efficacia ). Nonostante questo, si è deciso di avviare la sperimentazione dell’Avigan in Italia perchè come sostiene il presidente dell’AIFA, Domenico Mantoan, :”La commissione tecnico-scientifica di verifica di AIFA partirà con l’analisi e con la definizione del nuovo trial clinico del nuovo Favipiravir, l’antivirale usato in Giappone. Questo non è dovuto al fatto che è circolato questo video virale, ma AIFA è molto attenta a definire e attivare qualsiasi protocollo terapeutico necessario. In questo momento quello che ci aiuta è trovare farmaci antivirali“.

IL PARERE DEGLI ESPERTI

Sull’idea che Avigan possa funzionare nei confronti di Covid-19 si sono espressi diversi esperti. Il virologo Roberto Burioni afferma:” Oggi in Italia la prima sperimentazione clinica decisa sulla base di un video di YouTube postato da uno sconosciuto. La vita ha più fantasia di me“, mentre Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, invita tutti ad essere cauti spiegando:” Ben vengano le sperimentazioni, ma attenzione a dire che l’Avigan rappresenta la soluzione. Raccomando cautela e prudenza per non ingenerare speranze che rischiano di andare pesantemente deluse e frustrate“. E poi il commento del Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha cercato di calmare gli entusiasmi di molti dicendo:” Riconosciamo che c’è un disperato bisogno di terapie efficaci. Attualmente non esiste un trattamento che si è dimostrato efficace contro Covid-19. Piccoli studi clinici e non randomizzati non ci daranno le risposte di cui abbiamo bisogno. L’uso di trattamenti non testati senza le prove giuste potrebbe suscitare false speranze e perfino fare più danni che benefici e causare una carenza di medicine essenziali per curare altre malattie“. A queste dichiarazioni si aggiunge, non certo per ultima, quella dell’azienda produttrice del farmaco che ha diramato una nota piuttosto chiara :” Al momento non esistono prove scientifiche cliniche pubbliche che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di Avigan contro Covid-19 nei pazienti. Per valutare la sua efficacia e sicurezza nei confronti di Covid-19 FUJIFILM prevede di avviare uno studio clinico in Giappone“.

LE MIE CONCLUSIONI

Partendo dal fatto che sono assolutamente d’accordo con le dichiarazioni riportate sopra vorrei chiarire alcune cose, se ancora ci fosse qualche dubbio.

Anche se l’AIFA ha avviato un protocollo di sperimentazione per l’Avigan, questo non vuol dire che sia efficace nella cura del Covid-19. Come già spiegato l’unico studio a disposizione riguardo questo farmaco è uno studio cinese, condotto su un numero esiguo di partecipanti e non randomizzato. Questi, nella ricerca scientifica, rappresentano dei limiti. Prima di poter immettere un medicinale sul mercato bisogna testare, attraverso numerosi passaggi, la sua EFFICACIA e la sua SICUREZZA e per questo, così come per valutare la risposta a un farmaco, ci vuole tempo.

Il percorso della sperimentazione di un farmaco è un percorso serio e molto complesso, che richiede numerosi trial clinici, che segue regole precise e rigide e che si affida a un forte rigore scientifico. Purtroppo per l’Avigan non c’è nulla a disposizione.. nè numerosi trial clinici nè dimostrazione di efficacia e sicurezza. E poi se anche la FUJIFILM Toyama Chemicals ha espresso la sua preoccupazione circa l’avvio della sperimentazione del farmaco in Italia, qualche domanda me la farei.

Io per fortuna mi baso molto sulle ricerche scientifiche e sui risultati ottenuti e relativamente all’Avigan ho qualche perplessità.

Il farmacologo Silvio Garattini, Presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano afferma: “Bisogna essere molto cauti nella valutazione di un farmaco, specialmente se a suo sostegno ci sono evidenze scientifiche di scarsissimo valore, come per il Favipiravir. Dal Giappone riferiscono che questo farmaco agisca impedendo la riproduzione del virus nell’organismo, ma sul meccanismo di funzionamento, così come sulla sua presunta efficacia ci sono molti dubbi e incertezze“.

Ecco il suo pensiero rispecchia esattamente il mio!!!!

Dott.ssa Chiara Caridi

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2 commenti su “Avigan vs Covid-19: mezze verità!!!

  1. Carissima dott.ssa Caridi è sempre importante la Sua opinione a riguardo!! Continuate a scrivere su questo argomento per chiarire i nostri dubbi e smentire le false notizie!! Grazie mille

    • infarmiamoci il said:

      Grazie mille. Sicuramente non ci fermeremo. È un argomento sul quale ogni giorno si rincorrono notizie importanti e purtroppo fake news.
      Per quanto ci è possibile cercheremo di chiarire ogni dubbio.
      Continua a seguirci!

I commenti sono chiusi.