Un radiofarmaco per i NET!

L’AIFA ha approvato qualche giorno fa il lutezio-oxodotreotide (Lutathera) per il trattamento in pazienti adulti dei tumori neuroendocrini (NET) del tratto gastro-entero-pancreatico positivi ai recettori della somatostatina per i quali al giorno d’oggi non esistono valide terapie alternative.

Si tratta di un radiofarmaco sviluppato dall’azienda francese AAA (Advanced Accelerator Applications) e prodotto in Italia per tutto il mondo.

Il Prof. Massimo Falconi, Direttore della Chirurgia del Pancreas del San Raffaele di Milano afferma che il farmaco funziona bene nei tumori neuroendocrini del tratto gastro-enteropancreatico che presentano alti livelli di recettori per la somatostatina e che quindi può essere utilizzato laddove il trattamento con analoghi “freddi” della somatostatina non ha avuto successo. Inoltre aggiunge che può rappresentare un’alternativa alla chirurgia e ai farmaci in commercio per il trattamento di questi tumori considerati rari.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Approvato un nuovo farmaco per il tumore al seno!

La Commissione Europea ha approvato un nuovo farmaco per il trattamento del carcinoma mammario avanzato o metastatico con mutazioni ai geni BRCA 1 e 2 negativo al recettore HER-2.

Stiamo parlando della specialità medicinale LYNPARZA, il cui principio attivo OLAPARIB è già utilizzato per la cura del carcinoma ovarico.

Dal punto di vista farmacologico olaparib è un inibitore dell’enzima PARP (poli ADP-ribosio polimerasi), un enzima coinvolto nella riparazione del DNA danneggiato.

Inibendo l’attività di questo enzima, il DNA con i geni BRCA danneggiati contenuto nelle cellule tumorali non viene riparato o viene riparato con meno probabilità portando alla morte cellulare programmata delle cellule cancerose con rallentamento o arresto della crescita del tumore.

Gli effetti collaterali più comuni che si possono verificare con l’utilizzo di questo farmaco sono: neutropenia, leucopenia, diarrea, influenza, cefalea, affaticamento, dispepsia, stomatite, inappetenza. Sono stati registrati anche effetti collaterali più seri come sindrome mielodisplastica, leucemia mieloide acuta e polmonite.

Siccome può provocare danni al feto e al neonato è assolutamente vietato il suo uso in gravidanza e in allattamento.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Al via un nuovo progetto per i malati di Parkinson!

I volontari del Comitato Italiano Associazioni Parkinson hanno ideato, con l’aiuto di alcune case farmaceutiche, una piattaforma online chiamata [email protected] utile per monitorare la disponibilità dei farmaci contro il Parkinson.

Da troppi anni si assiste ormai ad una difficile reperibilità di questi farmaci. Basti pensare che in Italia e in altri paesi europei il farmaco di elezione per il trattamento della malattia di Parkinson, a base di carbidopa e levodopa, sembra essere scomparso o le confezioni immesse sul mercato non sono sufficienti a coprire le esigenze di tutte le persone colpite da questa patologia.

In aggiunta a questa piattaforma online si sta progettando anche l’attivazione di un numero verde nazionale per segnalare le varie inefficienze e migliorare così la vita di chi soffre di questa malattia e delle loro famiglie.

Al momento questo progetto è avviato in 33 città italiane ma, fortunatamente, sembra essere destinato a crescere.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

AUGURI MELOXICAM, DA 20 ANNI AL FIANCO DEI NOSTRI ANIMALI!

Quest’anno Boehringer Ingelheim celebra il 20esimo anniversario del meloxicam, il farmaco che ha notevolmente migliorato la qualità e le aspettative di vita di milioni di animali in tutto il mondo. Impiegato all’inizio per la terapia delle patologie canine, col passare del tempo si è dimostrato efficace anche nella cura di molte malattie infiammatorie e dolorose di altre specie animali, quali il porcellino d’india, i suini, gli equini e gli ovi-caprini. Oggi il meloxicam è il farmaco leader nel mondo come antinfiammatorio e antidolorifico per i bovini.

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Nei primi anni ’90 il meloxicam venne usato nell’uomo per la cura dell’artrite reumatoide e del dolore lombare acuto, mentre negli animali fu il primo antiinfiammatorio non steroideo, FANS, ad essere approvato per l’uso nei bovini date le sue proprietà antiinfiammatorie, anti-essudative, antipiretiche e analgesiche.

Esso trova impiego nel trattamento delle patologie respiratorie dei vitelli ed è uno dei farmaci di prima scelta in caso di mastite. Oltre ad essere efficace in questa patologia estremamente dolorosa, il meloxicam utilizzato come terapia di supporto è stato il primo FANS ad avere avuto effetti positivi sulla qualità del latte riducendo la conta batterica dei batteri patogeni, e aumentando la fertilità delle bovine trattate. Tra gli altri effetti indotti dal meloxicam ricordiamo un miglioramento delle condizioni cliniche dei vitelli nei casi di diarrea neonatale, una riduzione del dolore dopo la decornazione nei vitelli, e un importante effetto analgesico nella chirurgia addominale, ad esempio, dopo un taglio cesareo.

Tutto ciò spiega perchè il meloxicam resta ad oggi il farmaco antinfiammatorio più studiato e usato nella terapia degli animali d’allevamento, oltre ad essere un farmaco sicuro e con una lunga durata d’azione!

Dott. Liguori Andrea

Dott.ssa Caridi Chiara

Nuovi effetti collaterali registrati per un farmaco!

È stata avviata una revisione da parte dell’EMA circa gli effetti collaterali del medicinale utilizzato per il trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente, alemtuzumab.

Alcuni studi hanno infatti registrato la comparsa di nuovi effetti collaterali a fegato, polmoni, cuore e vasi sanguigni.

Chi fa uso di questo farmaco viene rassicurato: “I pazienti trattati con il farmaco che ne traggono beneficio possono continuare il trattamento consultandosi con il proprio medico”.. Le restrizioni all’uso sono comunque state fissate.

L’EMA raccomanda di aggiornare le informazioni sul prodotto in caso di patologie immuno-mediate e di consultare il medico con tempestività nel caso in cui compaiano questi effetti collaterali.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Dimetilfumarato: una valida cura per la Psoriasi

La psoriasi è una patologia frequente, cronica e recidivante, che insorge generalmente in giovane età e viene esacerbata da situazioni di stress. Essa è caratterizzata da papule e placche secche, ben delimitate, di forma e grandezza variabile e ricoperte da squame argentee facilmente scollabili dai piani sottostanti.

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In base al tipo di lesione la Psoriasi si distingue in:

  • puntata, caratterizzata da piccoli elementi puntiformi;
  • guttata, con lesioni lenticolari rotondeggianti;
  • nummulare, che si manifesta con lesioni delle dimensioni di una moneta;
  • a placche, che presenta ferite molto ampie.

Tra le cause più frequenti che portano a questa malattia oltre allo stress e all’uso di alcuni farmaci tra cui il litio, gli antimalarici ed i farmaci per l’ipertensione, possiamo annoverare infezioni come quelle sostenute da batteri come lo Streptococco e virus, tra cui i retrovirus responsabili dell’HIV. Non bisogna dimenticare inoltre la componente genetica, alcuni studi indicano infatti che nella maggior parte dei casi la psoriasi è ereditaria in quanto l’incidenza della malattia è elevata nei parenti delle persone affette. 

La psoriasi si manifesta principalmente sui gomiti e sulle ginocchia e talvolta sul cuoio capelluto dove causa un’ abbondante forfora bianca. Una volta grattate, le lesioni si sfaldano in scaglie, scoprendo una pellicina che se asportata, mette a nudo una superficie arrossata su cui compaiono piccole gocce di sangue. La psoriasi  può assumere caratteristiche particolari a seconda della sede e del grado di essudazione della lesione.

Quelle localizzate sulla pianta dei piedi e sul palmo delle mani si presentano arrossate  e con desquamazioni a grandi lembi o di tipo verrucoso. Quando invece si manifesta  a livello delle grandi pieghe ( inguine, ascelle, glutei) si parla di psoriasi invertita, con lesioni di colore rosso brillante lisce e lucide. Se l’essudazione è localizzata nel nucleo di una squama secca, si presenta come una bolla superficiale, dalla quale fuoriesce un liquido, in questo caso si parlerà di psoriasi ostracea.

La terapia della psoriasi si basa principalmente sull’utilizzo dei cosiddetti farmaci cheratolitici e psoralenici in associazione ai raggi UVA ad alta intensità. Il trattamento con cortisonici locali deve essere limitato a brevi periodi di tempo, visti gli effetti indesiderati associati ad un uso prolungato del cortisone e suoi derivati. Alcuni farmaci molto efficaci come l’isotretinoina, devono essere impiegati con molta attenzione dalle donne in età fertile, soprattutto per gli effetti teratogeni che questo farmaco ha sul feto, ecco perché i medici lo prescrivono in associazione con farmaci anticoncezionali. I prodotti idratanti ed emollienti vengono usati come trattamento complementare e sono efficaci durante la fase di remissione e di riacutizzazione della Psoriasi.  Durante la fase cheratosica iniziale, fase in cui iniziano a formarsi le placche di psoriasi,  gli agenti cheratolitici sono molto efficaci grazie alle loro proprietà esfolianti. Essi aiutano a ridurre le placche desquamate di psoriasi in quanto esfoliano la pelle in eccesso. Questi farmaci possono essere usati insieme alle creme idratanti ed emollienti. 

E’ di questi giorni la notizia che l’ Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha approvato un nuovo medicinale, a base di dimetilfumarato, per il trattamento della psoriasi a placche di grado moderato-grave negli adulti. Esso appartiene alla categoria degli esteri dell’acido fumarico, studiati per la prima volta per il trattamento della psoriasi nel 1959. Questa sostanza riduce l’attività del sistema immunitario, si ritiene infatti che agisca sui linfociti T per impedire alle cellule di produrre sostanze che causano infiammazioni e determinano la psoriasi.

La terapia con gli esteri dell’acido fumarico si distingue dalle altre opzioni terapeutiche per la sua azione a lungo termine e la flessibilità dei dosaggi che permettono una cura personalizzata. Nonostante non sia scevro da effetti collaterali, la sua efficacia e l’elevata tollerabilità lo rendono una valida alternativa, in particolare nella terapia a lungo termine, limitando in questo modo l’impiego di farmaci biologici sicuramente molto efficaci ma con un maggior impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale.

Il dimetilfumarato non deve essere somministrato a pazienti con gravi problemi all’apparato digerente, al fegato o ai reni e inoltre non deve essere usato dalle donne in stato di gravidanza o durante l’allattamento. Per tutti questi motivi voglio ricordarvi che prima di assumerlo è fondamentale leggere il foglietto illustrativo oppure consultare il proprio medico curante o il farmacista.

Dott. Andrea Liguori



Il rovescio della medaglia degli integratori!

Antonio Craxì, ordinario di Gastroenterologia all’Università di Palermo, ha affermato all’International Liver Congress a Vienna che gli integratori e i prodotti a base di erbe sono la seconda causa di danno al fegato preceduti dai FANS (farmaci antinfiammatori non steroidi).

Il professor Craxì spiega che gli integratori sono prodotti poco controllati e che alcuni studi hanno dimostrato che l’etichetta non riporta tutte le sostanze attive presenti nel preparato.

Conclude dicendo:” Si pensa di prendere un prodotto naturale, senza sapere cosa si sta assumendo davvero, o sottovalutando il rischio di interazioni”.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

L’EMA avvia una revisione!

L’EMA ha avviato una revisione sulle creme ad uso intravaginale ad alto dosaggio di estradiolo (0,01% p/p) utilizzate per il trattamento dell’atrofia vaginale nelle donne in post-menopausa.

Questa revisione servirà a valutare l’assorbimento sistemico dell’estradiolo contenuto in queste creme in quanto potrebbe causare effetti indesiderati quali tromboembolia venosa, ictus e cancro dell’endometrio.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Rivoluzione o Idea Bizzarra!?

La societá Novartis, alla settimana del design di Milano ha presentato il progetto

“Reimagine Medicine: re-DESIGN Migraine”.

Con questo progetto la casa farmaceutica intende sensibilizzare verso una delle patologie piú invalidanti: l’emicrania.

In Italia circa 6 milioni di persone soffrono di emicrania cronica, una patologia troppo spesso sottovalutata ma che incide in maniera fortemente negativa sulla vita sociale e lavorativa di chi ne soffre.

A proposito di ció la casa farmaceutica ha proposto di istituire nei luoghi di lavoro la “Migraine relief room”, una stanza dove rifugiarsi quando si è colpiti da un attacco di emicrania.

Cosa ne pensate? Idea surreale o novità rivoluzionaria?

Fateci sapere le vostre impressioni nei commenti e arrivederci ad un prossimo articolo

Dott.ssa Caridi Chiara

Dott. Liguori Andrea