Gli amici a 4 zampe…ti allungano la vita!

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E’ ormai approvato scientificamente che i gatti così come i cani, sono in grado di migliorare la salute dei loro padroni. Questo accade non solo perché allontanano i pensieri pesanti o malinconici, migliorandoci l’umore, ma anche, e soprattutto, perché i gatti quando vengono accarezzati emettono un suono, le fusa, ad una frequenza di 20-140 Hz, in grado di avere effetti positivi sullo stress, sul cuore, e sulla pressione sanguigna.

E’ ormai appurato da tempo, che cani e gatti sono dei perfetti antidepressivi per le persone anziane rimaste sole, per i malati di cancro, sopratutto in età pediatrica e per i soggetti autistici, ma anche che, e questo vale soprattutto per i più giovani, aumentano il nostro livello di responsabilità, dato che avere un animale domestico ci obbliga ad occuparci di lui. In realtà gli effetti benefici sulla salute umana non finiscono qui.

Uno studio condotto dall’ American Heart Association ha scoperto che in un periodo di 10 anni i proprietari di gatti e cani, avevano il 30% in meno di probabilità di morire di infarto o ictus rispetto ai non-proprietari di animali domestici. L’associazione afferma anche che il possesso di un animale domestico può essere associato  non solo ad una minore pressione arteriosa ma anche a livelli più bassi di colesterolo e obesità. Altri studi inoltre hanno dimostrato che le persone che convivono con gli animali hanno maggiori possibilità di sopravvivere dopo un infarto rispetto alle persone che non hanno animali. I possibili motivi di tutto ciò sono legati al maggiore esercizio fisico, il minore stress e i benefici psicologici.

Possedere un qualsiasi animale domestico quindi, fa bene al cuore e alla mente, fino ad oggi sapevate solo quanto potesse far bene al vostro stato d’animo, ora sapete anche quanto faccia bene alla vostra salute.

Essi possono perfino sostituire i medicinali, in determinati casi, o comunque ridurne l’uso (e spesso lo spreco). Per questo avete un motivo in più per apprezzare e trascorrere più tempo possibile con il vostro animale domestico, il vostro amico a 4 zampe, e, considerato il periodo dell’anno, riflettere su quanto disumano sia l’abbandono!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Stop alla commercializzazione di un farmaco!!

L’ AIFA comunica, dopo la decisione del titolare AIC Boehringer Ingelheim Italia del 10 giugno 2019, la cessazione permanente della commercializzazione delle confezioni di Catapresan 150 microgrammi compresse e Catapresan 300 microgrammi compresse.

In commercio si possono trovare ancora:

  • Catapresan 150 microgrammi/ml soluzione iniettabile, 5 fiale da 1 ml;
  • Catapresan TTS 2,5 mg, 2 cerotti transdermici;
  • Catapresan TTS 5 mg, 2 cerotti transdermici.

Catapresan è un farmaco, a base di clonidina, utilizzato nel trattamento di tutte le forme di ipertensione arteriosa.

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Visto che alcuni pazienti assumono i medicinali di cui è stata sospesa la commercializzazione, l’AIFA rilascia l’autorizzazione all’importazione per questi medicinali dall’estero alle strutture sanitarie che li richiedono.

L’ AIFA chiede inoltre ai medici specialisti di non avviare nuovi cicli di terapia con Catapresan a meno che non sia strettamente necessario.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ipersensibilità da penicilline

Le penicilline sono un gruppo di antibiotici appartenenti alla classe delle beta-lattamine, chiamate così per la presenza nella loro struttura dell’anello beta-lattamico a 4 elementi. Furono scoperte nel 1929 da Arthur Fleming il quale osservò che colonie di Streptococchi andavano incontro a lisi se contaminate con una muffa del genere Penicillium. Questa scoperta valse il premio Nobel allo scienziato.

Si classificano, in base all’origine, in:

PENICILLINE NATURALI (estratte da Penicillum Chrysogenum): penicillina G, penicillina V, acido clavulanico e tienamicina.

PENICILLINE SEMISINTETICHE (ottenute per sintesi chimica dall’acido 6-aminopenicillanico): aminopenicilline, carbossipenicilline, sulfossipenicilline, metossipenicilline, acilureidopenicilline, carbapenemi.

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QUAL È IL LORO MECCANISMO D’AZIONE?

Le penicilline hanno azione battericida, provocano cioè la morte del batterio. Si tratta di una morte lenta, tanto che questa classe di antibiotici ha un’azione tempo-dipendente.

Le penicilline agiscono inibendo la sintesi del peptidoglicano, una sostanza che conferisce robustezza alla parete cellulare batterica e di conseguenza arrecano un danno a quest’ultima.

QUALI SONO I MECCANISMI DI RESISTENZA ATTUATI DAI BATTERI NEI CONFRONTI DELLE PENICILLINE?

Sono diversi i meccanismi con cui i batteri diventano resistenti alle penicilline.

  1. Inattivazione enzimatica per produzione di beta lattamasi (enzimi capaci di rompere l’anello beta-lattamico delle penicilline e inattivare l’antibiotico).
  2. Modificazione o impermeabilità delle orine di membrana.
  3. Alterazione qualitative e quantitative del bersaglio.
  4. Alcuni microrganismi privi di parete cellulare come il Mycoplasma o che non sintetizzano peptidoglicano risultano insensibili.

QUAL È IL LORO SPETTRO D’ AZIONE?

Le Penicilline sono classificate in base al loro spettro d’azione in:

PENICILLINE A SPETTRO G: la Penicillina G ha uno spettro che comprende streptococchi (di gruppo A e B, streptococcus pneumoniae), enterococchi, stafilococchi, le neisserie (neisseria meningitidis e gonorrhoeae), le spirochete (treponema pallidum, borrelia e leptospira), alcuni bacilli Gram + (fusobacterium, actinomices), clostridium spp (eccetto clostridium difficile).

PENICILLINE A SPETTRO ALLARGATO: il loro spettro d’azione si estende anche a batteri Gram – . Ad esempio l’ ampicillina è attiva su Haemophilus influenzae, Escherichia coli, Proteus mirabilis, Salmonella, Shigella.

PENICILLINE A SPETTRO AMPIO: le acilureidopenicilline, come ad esempio la mezlocillina, hanno scarsa azione sui batteri Gram + e sono attive su Enterobatteri Gram – e Pseudomonas aeruginosa.

PENICILLINE LATTAMASI RESISTENTI (meticillina, nafcillina, isossazolilpenicilline): l’uso di queste penicilline è ristretto alle infezioni sostenute da stafilococchi produttori di beta-lattamasi.

QUALI SONO I LORO EFFETTI COLLATERALI?

Le penicilline sono farmaci maneggevoli, è raro incorrere in effetti collaterali pesanti.

La maggior parte degli effetti collaterali è costituita da reazioni di ipersensibilità. In base al lasso di tempo che intercorre tra assunzione e insorgenza dei sintomi, si distinguono:

REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ IMMEDIATE: i sintomi compaiono entro 1 ora. Si parla in questo caso di anafilassi, orticaria, edema e decesso.

REAZIONI DI IPERSENSIBILITÀ RITARDATE: i sintomi compaiono dopo 1 ora. Si parla in questo caso di malattia da siero, eruzioni cutanee e dermatite esfoliativa.

L’allergia alle Penicilline ha una frequenza non elevatissima ma tra gli antibiotici, le beta-lattamine risultano essere le più allergizzanti. In particolar modo, per il suo largo impiego, l’amoxicillina risulta essere l’antibiotico più spesso coinvolto nelle rezioni allergiche.

A causa del loro elevato peso molecolare, le beta-lattamine agiscono da APTENI. Un aptene è una molecola capace di legare l’anticorpo ma non di scatenare la risposta anticorpale. Ci si chiederà: “come fa quindi la penicillina a scatenare il fenomeno allergico?”. La penicillina legando un substrato circolante nel nostro organismo, come ad esempio una proteina, diventa un antigene e può, a questo punto, indurre tutti i tipi di risposta immunologica della classificazione di Gell e Coombs:

  • TIPO 1: reazioni immediate (mediate dalle IgE).
  • TIPO 2: reazioni di tipo citotossico (mediate da anticorpi).
  • TIPO 3: reazioni da immunocomplessi.
  • TIPO 4 (a, b, c, d): reazioni di ipersensibilità ritardata (cellulo-mediate con danni tissutali evidenti)

Le reazioni immediate possono essere mediate dalle IgE o causate dall’azione diretta del farmaco sui mastociti. Nel primo caso è necessario un “periodo di sensibilizzazione”, motivo per cui queste reazioni non si verificano alla prima dose, nel secondo caso i sintomi possono insorgere alla prima somministrazione del farmaco.

QUALI SONO LE MANIFESTAZIONI CLINICHE IN CASO DI IPERSENSIBILITA’ ALLE BETA-LATTAMINE?

Sicuramente la cute è l’organo più colpito dalle reazioni di ipersensibilità alle beta-lattamine.

La gravità del quadro clinico dipende da alcuni fattori come: dosaggio dell’antibiotico, durata del trattamento e meccanismo di ipersensibilità.

Nelle forme di ipersensibilità IgE mediate il segno clinico più evidente è l’orticaria-angioedema. Può verificarsi, in casi estremi, anche shock anafilattico.

Nelle forme di ipersensibilità non IgE mediate il segno clinico più frequente è l’esantema maculo-papulare (presenza di macchie arrossate e in rilievo accompagnato talvolta da prurito e febbre) che si verifica spesso con le aminopenicilline.

Possono verificarsi anche dermatite da contatto, esantemi fissi e, più raramente, reazioni molto gravi come la Sindrome di Stevens-Johnson e la Sindrome di Lyell.

Oltre alla cute possono essere coinvolti nelle reazioni di ipersensibilità alle beta-lattamine anche altri organi quali.

  • SISTEMA EMOPOIETICO: la reazione ematologica più frequente provocata dalle beta-lattamine è l’anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi). Si possono verificare anche neutropenia e piastrinopenia.
  • FEGATO: le reazioni di ipersensibiltà più frequenti a carico del fegato sono: epatite granulomatosa, colestasi ( riduzione o arresto del flusso della bile), danno epatocellulare e insufficienza epatica.
  • RENE, CUORE, PANCREAS, POLMONE: le reazioni di ipersensibilità ritardate a carico di questi organi sono: nefrite acuta interstiziale, miocardite, pancreatite e polmonite.

CONSIDERAZIONI

Le penicilline, cosi come le altre beta-lattamine (di cui parlerò in seguito), sono tra gli antibiotici più utilizzati. Questo non vuol dire che siano innocui. Sicuramente sono farmaci maneggevoli con un alto indice terapeutico ma, come abbiamo potuto vedere, sono gravati da reazioni di ipersensibilità non indifferenti per i pazienti allergici. In questo caso infatti basta una piccola dose per scatenare uno shock anafilattico.

Nel caso in cui si siano verificate reazioni di ipersensibilità alle penicilline si possono effettuare dopo circa 4-6 settimane dalla manifestazione allergica i test cutanei che sono utili solo nel caso di reazioni immediate. In caso di positività al test cutaneo, si può tentare la strada della desensibilizzazione.

Ovviamente in caso di anamnesi positiva per anafilassi alla penicillina è vietato l’uso di qualsiasi beta-lattamina.

Voglio ricordare che le penicilline sono antibiotici e come tali curano solo ed esclusivamente infezioni di tipo batterico e non hanno alcuna azione in caso di infezione virale. Inoltre, visto il diffondersi del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, è bene assumerli sotto prescrizione medica quando realmente necessario ed attenersi alla durata del trattamento imposta dal medico.

Sono FARMACI.. non CARAMELLE!!!!

Dott. ssa Chiara Caridi.

Rivelazione shock!!

E’ proprio degli ultimi giorni una notizia scioccante: l’uso prolungato di ciproterone acetato può provocare tumori intracranici, in particolare meningiomi.

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Già nei mesi di settembre-ottobre 2018 l’ Ansm (Agenzia Sanitaria Francese) aveva informato, tramite il suo sito, i professionisti sanitari su uno studio che valutava il rischio che il ciproterone acetato, dopo un uso prolungato, potesse provocare meningiomi nelle donne. Lo studio ha analizzato ben 298 casi di meningioma (287 donne e 11 uomini) diagnosticati tra il 2014 e il 2018 di cui 4 durante la gravidanza.

Pochi giorni fa sono emersi i risultati dello studio e, sfortunatamente, è proprio cosi.

Il ciproterone acetato è uno steroide, derivato dal 17 idrossiprogesterone, ad attività anti-androgenica in grado cioè di inibire l’azione del testosterone e del suo metabolita attivo, il diidrotestosterone. Ha inoltre una modesta attività progestinica. Commercializzato principalmente con il nome di Androcur della ditta Bayer Spa ma anche come generico, è approvato in Italia dal 1975 nella “terapia del carcinoma prostatico androgeno-dipendente” e ultimamente anche nel trattamento “delle deviazioni sessuali nel maschio”.

Viene anche prescritto off-label (al di fuori delle indicazioni terapeutiche riportate nel foglietto illustrativo) nel trattamento dell’acne, dell’irsutismo e nei casi di androgenizzazione nelle donne.

L’AIFA ci tiene a ricordare ai medici (a maggior ragione dopo i risultati dello studio) che bisogna attenersi scrupolosamente alle informazioni riportate sul foglietto illustrativo:

  • in Italia l’uso di Androcur non è indicato nelle donne;
  • Androcur non deve essere somministrato ai pazienti con meningioma o con anamnesi di meningioma;
  • il trattamento con Androcur deve essere interrotto se ad un paziente viene diagnosticato un meningioma;
  • con l’uso prolungato di ciproterone acetato a dosi pari o superiori a 25mg/die è stata segnalata la comparsa di meningiomi;
  • tra gli effetti indesiderati dell’ Androcur ritroviamo il meningioma.

Vista la mancanza di dati sulla sicurezza ed efficacia, l’ Androcur non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti maschi al di sotto dei 18 anni.

Ho sempre detto e non mi stancherò mai di ribadire che i farmaci sono un argomento serio e vanno trattati come tale.. non si può pensare di somministrare un medicinale per un’ indicazione non riportata sul foglietto illustrativo perchè evidentemente non ci sono studi a riguardo che possano giustificare il suo utilizzo.. ne tantomeno si può assumere un medicinale senza la valutazione del caso da parte di un medico competente.. e google di certo non lo è..

Bisogna affidarsi a chi ha studiato seriamente e con coscienza.. perchè a volte, nel corso della vita, quando ci si imbatte in situazioni spiacevoli come questa è troppo tardi per tornare indietro!!

Dott.ssa Chiara Caridi.

Si aggiorna la lista dei prodotti a base di curcuma ritirati!

In questi giorni sono stati segnalati nuovi casi di epatite colestatica acuta correlati a nuovi lotti di prodotti a base di curcuma.

Si aggiorna perciò l’elenco di prodotti precedentemente scritto. I nuovi prodotti ritirati sono:

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  • Piperina e curcuma più 95 – lotto n. 9023 scad. Febbraio 2022 – Bodyline, prodotto da Phytoprime.
  • CRCMN-P a marchio HB (Health & Beauty) in confezione da 180 compresse (144 g), lotto n. 18M858 scad. 30/11/2021, prodotto da Frama.
  • Curcumina Plus 95% più Piperina & Vitamine B1, B2, B6 a marchio [email protected] confezione da 60 e 30 compresse (48 e 24 g), lotto 18M858 scad. 30/11/2021- NI.VA prodotto da Frama.

Il Ministero della Salute invita, a titolo precauzionale, a sospendere l’uso dei prodotti. Ancora purtroppo, nonostante le analisi eseguite su alcuni prodotti, non si è riusciti a capire quale sia la causa di queste epatiti che continuano ad aumentare. Siccome non è stata individuata alcuna sostanza che potrebbe aver provocato l’intossicazione, si pensa a questo punto che il problema possa essere legato alla curcuma importata e usata per produrre gli integratori.

Dott.ssa Chiara Caridi

Ritirati altri due farmaci dal mercato!

L’ AIFA ha disposto il ritiro di due farmaci dalle farmacie:

  • MINIRIN/DDAVP 30 CPR SUBL 60 MCG lotto n. R11009A scad. 10-2022 della ditta Ferring SPA. Questo farmaco è indicato nel trattamento del diabete insipido centrale e dell’enuresi notturna primaria in pazienti, dai 5 anni di età in su, con buone capacità di concentrare le urine.
  • RABESAT 28 CPR RIV 150 MG lotto n. 1390218 scad. 01-2021 della ditta Genetic. Questo farmaco si usa nel trattamento dell’ipertensione essenziale primaria negli adulti.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

E’ un anticorpo monoclonale il degno avversario del tumore polmonare!

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L’Aifa ha approvato il farmaco KEYTRUDA, (pembrolizumab) come farmaco di prima scelta per il trattamento di alcune neoplasie del polmone, tra cui quelle inoperabili, per le quali fino ad oggi esisteva solo la chemioterapia.

Questo farmaco è un antibiotico monoclonale in grado di riconoscere le cellule tumorali agendo selettivamente su di esse portando alla loro distruzione. Questo effetto terapeutico è risultato rivoluzionario, poiché non solo è in grado di aggredire solo ed esclusivamente le cellule neoplastiche, ma potenzia il sistema immunitario del paziente ammalato, inducendolo a riconoscere e distruggere tutte le cellule maligne.

Il KEYTRUDA in monoterapia è indicato nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) metastatico negli adulti. Il tumore esprime PD-L1 una proteina recettoriale che inattiva i linfociti T, bloccando così la risposta del sistema immunitario contro il tumore. Il suo meccanismo d’azione si basa sul legame ANTICORPO – CELLULA BERSAGLIO agendo in maniera opposta rispetto alla chemioterapia. Riattivando i linfociti T, che normalmente sono presenti nel nostro sangue in caso di malattie infiammatorie ed infettive (cellule che la chemioterapia distrugge), stimola il sistema immunitario dell’organismo ad aggredire le cellule neoplastiche portando addirittura queste ultime ad autodistruggersi. Esso inoltre può bloccare il recettore impedendogli di legarsi ad una proteina diversa che stimola la crescita delle cellule neoplastiche, in questo modo non solo le cellule tumorali non sono più in grado di crescere e di prolificare, ma non si possono così formare nuovi vasi sanguigni che alimentano il tumore. Venendo così a mancare l’apporto di ossigeno e di nutrienti, il tumore “si affama”, si restringe e smette di crescere.

Il trattamento prevede infusioni di farmaco per una mezz’ora ogni tre settimane, per un tempo minimo di sei mesi almeno. Uno studio pubblicato sul Lancet Oncology ha dimostrato che su 300 pazienti affetti da una grave forma di tumore polmonare in stato avanzato, il 70% di quelli dichiarati incurabili, trattati con l’anticorpo monoclonale, dopo circa un anno di trattamento, era vivo ed in buone condizioni di salute, rispetto al 40% di quelli trattati con la sola chemioterapia.

La terapia con anticorpi monoclonali si era già dimostrata efficace nel trattamento di diverse forme tumorali quali linfomi, mielomi, leucemie, e diversi tumori solidi. Ottimi risultati si sono avuti nel trattamento dell’adenocarcinoma, così come per il terribile melanoma, tumore maligno della pelle, che un tempo era letale al 90% ed oggi invece è curabile anche nella sua fase più avanzata.

Come tutti i farmaci anche il KEYTRUDA non è scevro da effetti indesiderati, ma grazie ad esso “l’immuno-oncologia” prenderà presto il posto della classica chemioterapia, a vantaggio dei pazienti, che in questo modo eviteranno i ben più fastidiosi effetti collaterali che spesso si accompagnano all’uso dei farmaci chemioterapici.

Dott. Andrea Liguori

Cefalea a grappolo: approvato il primo trattamento!

La cefalea a grappolo è un tipo di emicrania caratterizzata da un dolore lancinante alla tempia o intorno all’occhio che, se non trattato nell’immediato, dura da un minimo di 15 minuti a un massimo di tre ore. E’ sicuramente la forma più grave di cefalea, si manifesta solitamente dopo i 20 anni di età e colpisce principalmente i maschi.

Nella cefalea a grappolo si alternano “periodi attivi” dove gli attacchi sono ripetuti e possono durare diverse settimane a “periodi di remissione” dove gli attacchi non si verificano per mesi o anni.

Non si conoscono bene le cause di questa patologia seria ma alla base sembra esserci un malfunzionamento dell’ipotalamo.

Oltre al dolore molto intenso, gli attacchi di cefalea a grappolo si accompagna ad altri sintomi quali:

  • lacrimazione abbondante
  • rossore e gonfiore occhio colpito
  • sudorazione facciale
  • miosi
  • congestione nasale e/o rinorrea
  • edema della palpebra
  • orecchio rosso
  • irrequietezza

Per chi soffre di questa patologia debilitante oggi c’è una novità: l’FDA ha approvato un nuovo trattamento. Il farmaco in questione ha come principio attivo il galcanezumab e si chiama Emgality della ditta statunitense Eli Lilly. Si tratta di un antiemicranico già in commercio per la prevenzione degli attacchi di emicrania negli adulti con almeno 4 giorni di emicrania al mese.

Il galcanezumab (LY2951742) è un anticorpo monoclonale antagonista dell’azione del CGRP ovvero il peptide correlato al gene della calcitonina.

Il CGRP è un potente peptide vasodilatatore i cui livelli risultano essere aumentati negli attacchi di emicrania. Bloccando questa sostanza con il galcanezumab, i vasi sanguigni ritornano alla loro normale dimensione e il dolore, imputabile all’emicrania, si riduce.

Nei tre studi condotti, l’Emgality rispetto al placebo è risultato efficace nel ridurre il numero di giorni nei quali i pazienti soffrono di emicrania.

Gli effetti indesiderati più comuni riscontrati in questi studi sono stati: dolore, arrossamento, lividi, gonfiore e prurito nella zona di iniezione.

Emgality si inietta sotto la cute con l’aiuto di una penna preriempita e necessita della prescrizione medica.

Sicuramente una svolta nella cura di questa patologia che ovviamente va valutata caso per caso.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Elevato rischio di aborto nelle donne che assumono benzodiazepine!

L’uso di ansiolitici in gravidanza può far aumentare il rischio di aborto spontaneo nel primo trimestre. Questo è il risultato di uno studio canadese pubblicato sulla rivista Jama Psychiatry.

Le benzodiazepine appartengono alla categoria degli psicofarmaci, nello specifico sono ansiolitici, che vengono utilizzati in gravidanza per il trattamento dei disturbi dell’umore, ansia e problemi legati al sonno. Questi  farmaci così come molti altri possono attraversare la barriera placentare ed avere effetti sul feto.

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Al di la degli effetti terapeutici ricercati si sono osservate infatti malformazioni fetali sporadiche, come nel caso del labbro leporino e labio-palatoschisi. L’uso di ansiolitici nell’ultimo periodo della gravidanza può inoltre portare a stress neonatale o respiratorio, mentre l’uso di questi farmaci nei primi tre mesi di gestazione può addirittura portare alla morte prematura del feto.

Studi condotti su 440mila donne di età compresa tra i 15 e i 45 anni, hanno dimostrato che in 27mila casi di aborto spontaneo, c’era un collegamento con le prescrizioni di ansiolitici, benzodiazepine poco prima l’inizio della gravidanza o nei primi mesi. Il rischio di aborto spontaneo è dunque risultato più elevato per queste donne. Esso infatti è pari al 10-11% per coloro che hanno assunto ansiolitici, e del 6%, per chi non aveva preso questi farmaci. Il rischio di aborto sarebbe inoltre legato anche al maggiore dosaggio di benzodiazepine assunte.

Alla luce di ciò è chiaro, ancora una volta, che i farmaci devono essere sempre assunti con molta attenzione, soprattutto in periodi della vita molto particolari e delicati come la gravidanza!

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Curcuma: non solo benefici!

La curcuma è una spezia appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae, piante erbacee originarie dell’Asia Meridionale. Ha una colorazione giallo-arancio e un sapore pungente. E’molto utilizzata nella cucina indiana, nella medicina tradizionale cinese e nell’ayurveda (medicina indiana). Da noi è utilizzata in cucina e come integratore. La parte più importante di questa pianta è il rizoma al cui interno sono contenute diverse sostanze. Sicuramente tra queste la principale è la curcumina dotata di proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie, antiossidanti e sembrerebbe anche neuroprotettive.

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Alcuni studi condotti sugli uomini hanno dimostrato inoltre un calo della glicemia nei pazienti diabetici, un aumento della concentrazione del colesterolo “buono” HDL e una riduzione del livello di fibrinogeno nel sangue nei pazienti affetti da aterosclerosi.

Poco c’è da discutere sulle proprietà benefiche, comprovate scientificamente, della curcuma ma purtroppo nell’ultimo periodo questa spezia è sotto i riflettori perchè accusata di provocare una forma particolare di epatite nota come epatite colestatica acuta “non infettiva e non contagiosa”, associata ad un aumento della bilirubina e ittero.

Il Ministero della Salute avverte che finora sono stati registrati 19 casi e rende disponibile la lista dei prodotti da non usare:

  1. Versalis – lotto I 0187 scad. 01/2022 – Geofarma s.r.l. – prodotto da Labomar s.r.l.
  2. Curcumin+piperin – Vegavero – prodotto da Vanatari International GMBH, Berlino
  3. Curcuma complex – B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
  4. Tumercur – Sanandrea
  5. Movart – lotto M70349 scad. 08/2019 – Scharper SpA, Farmaceutici Procemsa spa Nichelino
  6. Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5mg – Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
  7. Curcuma “Buoni di Natura” – Terra e Sole
  8. Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 – NI.VA prodotto da Frama scad. 10/2021
  9. Curcumina 95% Kline lotto 18M861 – NI.VA prodotto da Frama scad. 11/2021
  10. Curcuma liposomiale più pepe nero – lotto 1810224, scad. 10/21, prodotto da LABORATORIES NUTRIMEA con sede e stabilimento di produzione rue des Petits Champs 20, FR 75002, Parigi
  11. Tendisulfur Forte bustine – Laborest Italia s.r.l. prodotto da Nutrilinea s.r.l.
  12. Cartijoint Forte, lotto 24/18 prodotto dalla Fidia Farmaceutici Spa
  13. Movart (30 compresse) prodotto da Farmaceutici Procemsa. Il lotto interessato è il n. M70349 (scad. 08/2019)
  14. Good Joint Benessere Pharma, in confezione da 120 compresse (96 grammi) con il n. di lotto 190503 e la scad. 05/2023 (Benessere Pharma S.r.l.)
  15. Curcuma Max Naturetica, in confezione da 30 capsule (19,5 grammi) con il n. di lotto 181214 e la scad. 12/2022 (Naturetica Bielli S.a.s.)
  16. Curcuma Max Naturetica in confezione da 60 capsule (39 grammi) con il n. di lotto 181210 e la scad. 12/2022 (Naturetica Bielli S.a.s.)
  17. ArtDol Naturetica, in confezione da 30 tavolette (32,85 grammi) con il n. di lotto 18N142 e la scad. 12/2022 (Naturetica Bielli S.a.s.)
  18. Rubigen curcuma e piperina – lotto 250119 – Naturfarma
  19. Curcuma 95% Maximum lotto 18L264 scad. 10/2021 prodotto da EKAPPA LABORATORI srl per conto di Naturando S.r.l.
  20. Curcumina Plus 95% piperina [email protected] lotto 2077-LOT 19B14 – NI.VA prodotto da Frama
  21. Curcumina Plus 95% piperina [email protected] 18c590 – NI.VA prodotto da Frama
  22. Piperina e Curcuma plus HTF Group San Marino – lotto 2379 – prodotto da ALSA LAB.
  23. Rubigen curcuma e piperina – lotto 210219 scad. Febbraio 2022 – Naturfarma
  24. Curcuma Piperina Abbè Roland prodotto da Studio 3 Farma s.r.l.
  25. Movart – lotto n. M80315 – Scharper S.p.A., Farmaceutici Procemsa spa Nichelino.

Purtroppo si pensa, erroneamente, che integratori e sostanze naturali siano innocui e per questo motivo si assumono in maniera leggera, molto spesso senza informare il medico.

Ci tengo a ribadire quello che ho scritto in un articolo precedente: gli integratori, così come i farmaci, contengono al loro interno nutrienti che, se assunti in eccesso, possono creare effetti collaterali anche potenzialmente gravi. Consiglio quindi di affidarsi ad un medico o ad un farmacista prima di assumere qualsiasi sostanza e non seguire la moda del momento. Molto spesso si diventa medici di se stessi ma purtroppo non si conoscono i meccanismi d’azione, le interazioni e gli effetti avversi dei farmaci, o in questo caso degli integratori o delle sostanze naturali, perchè non si hanno le competenze per poter fare le giuste valutazioni.

Questa volta è toccato alla curcuma, una spezia che arriva dall’India.. una sostanza estratta dal rizoma di una pianta tropicale.. una sostanza naturale quindi.. ma non perchè naturale è scevra da effetti indesiderati.

In caso di sovradosaggio la curcuma può provocare nausea, acidità gastrica, dolori addominali, diarrea, vomito, vertigini. In alcune situazioni come gravidanza e allattamento è bene evitarla mentre in caso di problemi alla cistifellea, problemi di sanguinamento, diabete, reflusso gastroesofageo, cancro ormoni-sensibili, infertilità negli uomini, carenza di ferro e interventi chirurgici è vietata la sua assunzione.

Così come è vietata la concomitante assunzione di curcuma e di alcuni farmaci quali antiacidi, anticoagulanti e antiaggreganti, antidiabetici, antistaminici per via delle interazioni che si potrebbero verificare.

Ovviamente bisogna ancora capire quale sia l’origine dei problemi legati a questi integratori. In merito a questo il Professor Fabio Firenzuoli, responsabile del Centro di Ricerca e Innovazione in Fitoterapia e Medicina integrata all’Ospedale Careggi di Firenze e docente all’Università degli Studi di Firenze, ha risposto: “E’ difficile dare una risposta ma io immagino due ipotesi: il produttore non ha utilizzato la curcuma longa ma un altro tipo che può avere effetti epato-tossici oppure potrebbe esserci una maggiore sensibilità metabolica alla spezia da parte delle donne che si sono ammalate di epatite: tra tutti i casi segnalati, infatti, c’è un altro comune denominatore, ovvero che la maggior parte dei pazienti sono donne”.

Alla luce di tutto questo il Ministero della Salute “raccomanda ai consumatori, anche in caso di acquisti on-line, di non consumare i lotti dei prodotti richiamati”.

Il prof. Firenzuoli afferma: “questo allarme è stato un fulmine a ciel sereno perchè in letteratura è riportato un solo caso di epatite autoimmune, diversa quindi da quelle che stiamo registrando nell’ultimo mese nel nostro paese, associato al consumo di curcuma”.

Io con questa affermazione sono d’accordo solo in parte: qualsiasi sostanza, sia essa naturale o di sintesi, possiede caratteristiche farmacocinetiche e farmacodinamiche peculiari che in organismi diversi possono stimolare risposte diverse. Quindi per me non è stato un fulmine a ciel sereno.. il fatto che una sostanza sia naturale non comporta automaticamente che sia benefica. Seppur naturale, si tratta comunque di una sostanza estranea al nostro corpo, che non conosciamo in tutti i suoi aspetti, dotata anche di effetti collaterali che possono manifestarsi in misura più o meno grave.

Gli integratori vengono assunti in maniera leggera e spropositata come sostituti di una dieta sana e non come nutrienti che integrano ciò che manca per un limitato periodo di tempo.. E’ proprio questo lo sbaglio più grande: ogni sostanza se assunta in eccesso rappresenta un veleno.

La prima cosa che ho imparato quando ho messo piede nella mia facoltà è stata una massima di Paracelso, noto medico del periodo rinascimentale, che diceva: “Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit. Dosis sola facit, ut venenum non fit” che tradotta vuol dire: ” Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”.

Pensiamoci bene e cerchiamo di rispettare il nostro corpo: non ne abbiamo uno di scorta!

Dott.ssa Chiara Caridi.