Ritiro lotti di Buscopan antiacido.

E’ proprio di oggi, mercoledi 20 novembre, la notizia del ritiro di alcuni lotti del medicinale buscopan antiacido, contenente ranitidina, dell’azienda farmaceutica Sanofi.

Nello specifico si tratta dei lotti BUSCOPAN ANTIACIDO 10 CPR EFF 75 mg.

L’azienda informa che il farmaco oggetto del ritiro è il BUSCOPAN ANTIACIDO e non il BUSCOPAN, contenente scopolamina butilbromuro e utilizzato nel trattamento di stati spastico-dolorosi del tratto gastro-enterico e genito-urinario.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Lotti di omeprazolo Sandoz ritirati dal commercio.

L’AIFA ha disposto il ritiro dalle farmacie 5 lotti di omeprazolo Sandoz, un farmaco utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo e della sindrome di Zollinger-Ellison (sindrome caratterizzata da eccessiva secrezione acido-gastrica, ulcere peptiche e tumori pancreatici secernenti gastrina).

I lotti di OMEPRAZOLO SANDOZ BV 40MG polvere per soluzione per infusione 5 FL da 10 ml ritirati sono:

  • lotto n. HX7523 scad. 10-2019
  • lotto n. JC5162 scad. 10-2019
  • lotto n. JC5166 scad. 11-2019
  • lotto n. JU1484 scad. 1-2021
  • lotto n. JU1485 scad. 1-2021

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Nuovo richiamo di farmaci a base di ranitidina.

L’azienda farmaceutica Pensa Pharma S.p.a. ritira volontariamente alcuni lotti di farmaci contenenti ranitidina, un noto medicinale antiulcera.

I lotti oggetto del ritiro sono:

RANITIDINA PEN 20 CPR RIV 150 mg:

  • lotto n. A170076 scad. 1-2020
  • lotto n. A170945 scad. 6-2020
  • lotto n. A171187 scad. 8-2020
  • lotto n. A171750 scad. 12-2020

RANITIDINA PEN 20 CPR RIV 300 mg:

  • lotto n. A170075 scad. 1-2020
  • lotto n. A170945 scad. 6-2020
  • lotto n. A171187 scad. 8-2020

L’azienda tiene a precisare che per il momento il ritiro interessa solo i lotti sopra citati con scadenza 2020.

Se in casa vi trovate confezioni di Ranitidina Pen con uno di questi lotti riportateli dove li avete acquistati e chiedete il cambio con prodotti non oggetto del richiamo o fatevi rimborsare l’intera somma spesa.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dotto. Andrea Liguori

LAVORO NOTTURNO E IPERGLICEMIA.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista “Occupational & Environmental Medicine” il lavoro notturno, per via di un disallineamento circadiano, potrebbe avere effetti dannosi sulla salute. Più precisamente lavorare di notte porterebbe ad un aumento dei livelli di glucosio nel sangue con elevate probabilità di sviluppare il diabete mellito di tipo 2.

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Stando al parere dei ricercatori il rischio è maggiore per gli uomini, e pare sia legato ai livelli di testosterone, l’ormone maschile per eccellenza. Mentre di giorno i livelli ormonali seguono il normale ritmo circadiano, di notte si osserva una loro progressiva riduzione, alla quale si associano una situazione di insulino-resistenza e un’alterata regolazione ipoglicemica. Condizioni queste che possono per l’appunto favorire l’insorgenza della patologia diabetica, di malattie cardiovascolari e di diversi tipi di cancro; fermo restando che l’ereditarietà e uno stile di vita malsano e sregolato restano tra i principali fattori predisponenti queste condizioni patologiche.   

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

 

Approvati 7 farmaci!

Il CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA) ha approvato sette medicinali nella riunione di novembre 2019.

Il primo farmaco che ha ricevuto l’approvazione all’immissione in commercio è Isturisa (osilodrostat) per il trattamento della sindrome di Cushing, una patologia in cui il corpo produce una quantità eccessiva di ormone corticosteroideo.

Il secondo farmaco è Mayzent (siponimod) per il trattamento di pazienti adulti con sclerosi multipla progressiva secondaria con malattia attiva evidenziata da recidive o caratteristiche di imaging dell’attività infiammatoria.

Il terzo farmaco approvato è Polivy (polatuzumab vedotin) per il trattamento di un raro tumore del sangue, il linfoma a grandi cellule B diffuso recidivante / refrattario.

Il quarto farmaco approvato è Sunosi (solriamfetolo) per il trattamento dell’eccessiva sonnolenza diurna nei pazienti con narcolessia e apnea ostruttiva del sonno.

Il quinto farmaco approvato è Tavlesse (fosfamatinib) per il trattamento della trombocitopenia immunitaria primaria, una patologia caratterizzata dalla distruzione delle piastrine e dalla ridotta produzione piastrinica.

Di altri due farmaci il CHMP ha raccomandato il rilascio all’immissione in commercio:

  • Clopidrogel / Acido acetilsalicilico Mylan per la prevenzione di eventi aterotrombotici.
  • Deferasirox Accord per il trattamento del sovraccarico cronico di ferro dovuto a trasfusioni di sangue in pazienti con beta talassemia e altre anemie.

Dott.ssa Chiara Caridi.

Ti ricordi di me?

Come si intuisce dal titolo, l’articolo di questa settimana parlerà in maniera semplice e, per varie ragioni, riduttiva della malattia di Alzheimer e di quello che si nasconde dietro questa patologia, subdola e progressiva, che colpisce non solo la persona affetta ma anche tutte le persone che le stanno intorno.

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COS’E’ LA MALATTIA DI ALZHEIMER?

La malattia di Alzheimer, descritta per la prima volta dal neurologo tedesco Alois Alzheimer e dal medico italiano Gaetano Perusini, è una malattia neurodegenerativa cronica e invalidante caratterizzata da progressivo deterioramento cerebrale e demenza. Colpisce intorno ai 65 anni di età e in maggior misura le donne rispetto agli uomini.

CAUSE DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER

Le cause della malattia di Alzheimer non sono ancora note ma la predisposizione genetica sembra avere un ruolo fondamentale; infatti circa il 5-15% è familiare, ha cioè carattere ereditario.

SINTOMI DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER

La caratteristica fondamentale della malattia di Alzheimer è una demenza che insorge in maniera subdola e con decorso progressivo caratterizzato da perdita della memoria a breve termine, disfunzione del linguaggio, disorientamento spazio-temporale, scarsa capacità di giudizio, difficoltà di concentrazione.

Inoltre si possono verificare cambiamenti dell’umore e della personalità. Chi soffre di questa malattia può diventare confuso, sospettoso nei confronti delle altre persone, depresso, ansioso, spaventato, può perdere interesse nei confronti di ciò che prima piaceva (un hobby, la squadra del cuore), può non volere più socializzare, può diventare irascibile quando una routine viene interrotta. Anche i disturbi comportamentali come agitazione, urla, allucinazioni, vagabondaggio, aggressione fisica e idee persecutorie sono molto frequenti.

I sintomi della malattia di Alzheimer si sviluppano gradualmente e man mano che la malattia va avanti diventa sempre più critica: si iniziano a dimenticare i nomi di amici e familiari, si ha bisogno di assistenza nel lavarsi, vestirsi, mangiare o andare in bagno, ci si perde anche in casa propria, non si riesce più a camminare o a prendersi cura di se stessi per arrivare a incontinenza e difficoltà nel parlare, mangiare e deglutire. Questi cambiamenti spingono il paziente a letto con il rischio di denutrizione, piaghe da decubito e infezioni.

La malattia di Alzheimer è una malattia che peggiora con il tempo; chi soffre di questa malattia vive in media 8-10 anni dopo che i sintomi sono diventati evidenti.

COSA CAMBIA NEL CERVELLO DI CHI SOFFRE DI ALZHEIMER?

Nel sistema nervoso di chi soffre di questa patologia si possono osservare varie alterazioni microscopiche ma sicuramente le alterazioni più evidenti a livello cerebrale sono la presenza di placche di proteina beta-amiloide in sede extracellulare e la formazione di matasse neurofibrillari, costituiti da filamenti formati dalla forma fosforilata della proteina Tau, in sede intracellulare.

A livello macroscopico, la malattia di Alzheimer è caratterizzata da modificazioni nella forma dei neuroni e dalla distruzione di molti di essi in particolar modo nel nucleo basale di Meynert e nel locus coeruleus. Si osserva inoltre una diminuizione di peso del cervello, atrofia corticale e deficit di alcuni sistemi di neurotrasmissione.

DIAGNOSI DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER

Non esiste un test specifico e l’unico modo per fare una diagnosi certa di malattia di Alzheimer è attraverso l’identificazione della placche amiloidi nel tessuto cerebrale post-mortem.

Durante il decorso della malattia si può fare solo una diagnosi “probabile” o “possibile” di malattia di Alzheimer.

Per questo i medici si avvalgono di anamnesi medica, esami clinici (esami del sangue, delle urine, del liquido spinale), test neuropsicologici ed esami strumentali (TAC, risonanza magnetica, PET, SPECT).

TRATTAMENTO DELLA MALATTIA DI ALZHEIMER

Non esiste alcun farmaco capace di prevenire o guarire il morbo di Alzheimer. Poichè nella malattia di Alzheimer si sono riscontrati ridotti livelli di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, l’approccio più accreditato prevede l’utilizzo di farmaci inibitori reversibili dell’acetilcolinesterasi (AChE), l’enzima responsabile della degradazione dell’acetilcolina. Bloccando questo enzima, aumentano i livelli di questo neurotrasmettitore nel cervello. Questi farmaci sono solo sintomatici, ovvero migliorano i sintomi ma non rallentano la progressione della malattia.

In Italia sono approvati:

  • Donepezil: selettivo per AChE nel SNC (monosomministrazione giornaliera).
  • Rivastigmina: selettivo per AChE nel SNC (minori effetti colinergici periferici).
  • Galantamina: alcaloide che agisce in parte inibendo l’azione dell’AChE e in parte attivando i recettori colinergici nicotinici cerebrali.

Purtroppo nessun farmaco è capace di far regredire la malattia; la terapia mira solo a contenere i sintomi e rendere la vita il più dignitosa possibile.

Tra le terapie non farmacologiche la più efficace, nei soggetti con un livello cognitivo di grado lieve/moderato, è la terapia di orientamento alla realtà (R.O.T.). Questa tecnica terapeutica, messa a punto da Folsom nel 1958, tende a ridurre l’isolamento della persona affetta da Alzheimer cercando di preservare il più possibile l’orientamento rispetto a sè, all’ambiente che lo circonda e alla propria storia personale.

Esistono due modalità di R.O.T. : R.O.T. formale (R.O.T. in classe) e R.O.T. informale (R.O.T. 24 ore).

Alla R.O.T. può anche essere associata la tecnica del MEMORY TRAINING che consiste in un ciclo di esercizi per la memoria ( attività di cucina, di cura e igiene personale, attività legate alla comunicazione o all’abbigliamento) svolto in regime di Day-hospital da un operatore formato alla presenza di un familiare.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Fin dai tempi dell’università ho sempre studiato con grande passione le malattie neurodegenerative, ovviamente nell’ambito del mio campo. Sono malattie che, al di là dei sintomi devastanti che nel tempo peggiorano, rendono difficile anche la vita delle persone vicine. Bisognerebbe fare molto di più per le persone che soffrono di queste patologie e comprendere che, anche se i ricordi e la memoria svaniscono, la loro vita e il loro passato restano. Ed è per questo che è giusto trattarli con RISPETTO e DIGNITA’.

Dott.ssa Chiara Caridi.

OCRELIZUMAB: VERSO LA REMISSIONE DELLE DISABILITA’ DELLA SCLEROSI MULTIPLA.

Dal 2018 è disponibile in Italia il farmaco OCREVUS, il cui principio attivo, Ocrelizumab,  si è dimostrato efficace nel ridurre significativamente il rischio di progressione della disabilità permanente sia nella SCLEROSI MULTIPLA RECIDIVANTE (SMR) che nella SCLEROSI PRIMARIA PROGRESSIVA (SMPP).

Questo farmaco prodotto da Roche viene somministrato tramite infusione endovenosa (una prima dose da 300 mg, seguita da una seconda infusione da 300 mg dopo 2 settimane, poi una singola infusione da 600 mg ogni 6 mesi). Si tratta di un anticorpo monoclonale ricombinante umanizzato, sintetizzato in laboratorio che attraverso un meccanismo di immunomodulazione colpisce in maniera selettiva i linfociti B CD20-positivi.

Il CD20 è un antigene di superficie presente sulle cellule pre-B, sulle cellule B mature e sulle cellule B della memoria, un tipo specifico di cellule immunitarie che aggrediscono le cellule nervose e la guaina mielinica causando i classici sintomi della sclerosi multipla.

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Nel nostro Paese le persone affette da sclerosi multipla sono quasi 118.000, nella maggior parte dei casi la malattia si manifesta in soggetti di età compresa tra i 20 e i 40 anni, con un’incidenza maggiore nelle donne. Sebbene Ocrelizumab sia ritenuto un farmaco sicuro, la terapia a lungo termine può causare effetti collaterali. Tra le reazioni avverse più comuni ci sono le infezioni delle vie aeree superiori e i disturbi associati all’infusione quali: prurito, rash cutaneo, orticaria, eritema, vampate, ipotensione, ipertermia, affaticamento, cefalea, capogiri, irritazione della gola, dolore orofaringeo, dispnea, edema faringeo o laringeo, nausea, tachicardia.

Il farmaco è a carico del Servizio Sanitario Nazionale ed è erogabile esclusivamente in ambito ospedaliero; il trattamento infatti deve essere iniziato e supervisionato da un operatore sanitario specializzato.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Nuovo ritiro dal mercato!

La società Fidia Farmaceutici ha richiesto il ritiro di un farmaco indicato per il trattamento delle infezioni da Herpes Simplex della pelle e delle mucose, compreso l’ Herpes Genitalis primario e recidivante. Il farmaco in questione è l’ ACICLIN 25 CPR 400 mg.

I lotti ritirati sono:

  • Lotto n. C04540 con scad. 23-01-2024;
  • Lotto n. C04550 con scad. 24-01-2024;
  • Lotto n. C04530 con scad. 22-01-2024;
  • Lotto n. C04000 con scad. 21-01-2024.

Dott. ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Sciroppo ritirato dal commercio!

La società A. Menarini ha disposto il ritiro di un lotto dello sciroppo mucolitico MUCOARICODIL a base di ambroxolo cloridrato, utilizzato nel trattamento delle turbe della secrezione nelle affezioni broncopolmonari acute e croniche. Si tratta del lotto n. 72012 con scad. 06-2020 nella confezione 30mg / 10ml ( flacone 200 ml).

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Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori