ATEROSCLEROSI, VERSO LA CURA!

In condizioni normali esiste un equilibrio tra la capacità distruttiva delle cellule del nostro Sistema Immunitario e la loro capacità di riparare i tessuti e le cellule danneggiate da tale attività. Quando tale equilibrio viene meno, il Sistema Immunitario stesso può portare allo sviluppo di patologie a base infiammatoria, come l’ATEROSCLEROSI.

L’ATEROSCLEROSI  è una malattia degenerativa multifattoriale, che colpisce le arterie di medio e grosso calibro, con un processo infiammatorio, inspessendole a causa del deposito di grassi e globuli bianchi nella loro parete. Questi depositi detti placche aterosclerotiche o ateromasiche si accumulano nello strato più interno delle arterie, a diretto contatto con il sangue, portando alla progressiva ostruzione dei vasi sanguigni, con conseguenti seri danni a carico della salute.

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In determinate situazioni di stress alcune molecole del nostro Sistema Immunitario si attivano intervenendo nei processi di difesa, come vere e proprie sentinelle, tali molecole sono i macrofagi. Con un processo di riconoscimento essi inglobano e “digeriscono” le cellule potenzialmente dannose.

Uno studio condotto da un gruppo di ricerca internazionale guidato dal professore Ivan Zanoni del dipartimento di Biotecnologie e bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con la Harvard Medical School di Boston e pubblicato sulla rivista “Nature Immunology”, dimostra come alcune molecole prodotte dal nostro stesso organismo siano in grado di modificare l’attività infiammatoria dei macrofagi .

Sebbene recenti studi abbiano dimostrato un ruolo centrale dell’Interleuchina-1 beta nella progressione dell’ATEROSCLEROSI, questa ricerca ha dimostrato come in particolare sia l’OSSALACETATO, un metabolita che si accumula nei macrofagi in seguito a stimolazione con FOFOLIPIDI OSSIDATIVI, il vero responsabile della iper-produzione di Interleuchina-1 beta.

Quindi bloccando con particolari farmaci la produzione di OSSALACETATO è possibile inibire la formazione della placca aterosclerotica, aprendo così nuove possibilità terapeutiche per molte patologie cardiovascolari con base infiammatoria.

Dott. Andrea Liguori

Nuova arma contro il diabete!

Per i malati di diabete una buona notizia. È appena arrivato in Italia un nuovo farmaco, Semaglutide (Ozempic), prodotto dall’azienda farmaceutica Novo Nordisk. Il famaco è rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale e può essere prescritto da un medico diabetologo.

Si tratta di un farmaco agonista del recettore Glp1. Il Glp-1 è un ormone prodotto dall’intestino che, rilasciato dopo i pasti, stimola la secrezione di insulina e inibisce la secrezione di glucagone da parte del pancreas.

Semaglutide, essendo un analogo del Glp-1 omologo al 94% a quello umano, si è dimostrato, rispetto agli altri farmaci anti-diabete, più efficace “nel controllo della glicemia, del peso corporeo e nel ridurre le complicanze cardiovascolari del diabete”- come afferma all’Ansa Agostino Consoli, Professore di Endocrinologia presso l’Università “Gabriele D’annunzio” di Chieti-Pescara.

Il farmaco viene somministrato mediante iniezione con una penna pre-riempita, una volta a settimana, vicino o lontano dai pasti. Il fatto di essere somministrato una sola volta a settimana dipende dal fatto che il suo effetto dura all’incirca 150 ore.

Tra gli effetti indesiderati ritroviamo:

MOLTO COMUNI:

  • Ipoglicemia quando usato con insulina o sulfanilurea, nausea, diarrea.

COMUNI:

  • Ipoglicemia quando usato con altri antidiabetici orali, capogiri, complicazioni della retinopatia diabetica, vomito, dolori addominali, dilatazione addominale, dispepsia, stipsi, gastrite, malattia da reflusso gastroesofageo, eruttazione, flautolenza, colelitiasi, affaticamento, aumento della lipasi e dell’amilasi, calo ponderale.

NON COMUNI:

  • Disgeusia, aumento della frequenza cardiaca, reazioni al sito di iniezione.

RARI:

  • Reazione anafilattica.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori.

QUESTI FARMACI NON SONO SICURI!

Come sappiamo l’impiego di un farmaco ha i suoi “pro e contro” che si traducono, da un lato, con l’effetto terapeutico e il miglioramento o la remissione della malattia, e dall’altro con l’insorgenza di effetti indesiderati e collaterali spesso pericolosi per la salute. 

Quando il rischio supera l’effetto benefico, il farmaco non è più sicuro! Nell’ultimo report, uscito in lingua francese, la Ong Prescrire, è stata aggiornata la black list dei farmaci, ovvero una lista di farmaci che non dovrebbero essere assunti in quanto potenzialmente dannosi.

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Questa lista, prevede, per il 2020, ben 105 presidi medici, e comprende farmaci impiegati per il trattamento di malattie oncologiche, malattie dermatologiche, farmaci per la cura dei disturbi delle vie aeree, antidolorifici e molti altri.

Alcuni dei farmaci presenti nella lista sono:

  • sciroppi per la tosse a base di Pentossivina, come lo sciroppo per bambini Clarix e lo sciroppo per adulti Vicks 0,15%. Questi sono risultati pericolosi in quanto associati all’insorgenza di reazioni allergiche e problemi cardiaci.
  • Il corticosteroide Tixocortol, usato per il trattamento del mal di gola, può causare reazioni di tipo allergico, edema mucocutaneo del viso e glossite;
  • i cerotti a base di Capsaicina, usati nel trattamento del dolore neuropatico, sono responsabili di irritazioni ed ustioni;
  • il Tanakan cpr, farmaco generico contenente estratti di Ginkgo Biloba, usato nel trattamento preventivo del deficit cognitivo, è responsabile di disturbi a carico del sistema gastrointenstinale, emorragie e convulsioni.
  • Formulazioni contenenti argilla, usati per disturbi intestinali e diarrea, ma risultati tossici per una contaminazione da Piombo.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

INFLUENZA: COME DIFENDERSI!!!

Con l’arrivo dell’Inverno e quindi della stagione fredda, non è raro incorrere in disturbi quali, raffreddamento ed influenza. L’influenza è una malattia respiratoria stagionale e acuta, molto contagiosa. Si manifesta solitamente tra dicembre e marzo, con un picco a febbraio. In alcuni casi la sindrome influenzale è tale da costringere a letto milioni di persone, con complicanze anche gravi al punto da richiederne l’ospedalizzazione; in altri casi invece la malattia passa quasi “inosservata”.

CAUSE

L’influenza è una malattia virale, ovvero un’infezione causata e sostenuta da virus, più precisamente virus del genere Orthomixovirus, del quale si conoscono tre tipi, classificati come A,B e C. Il contagio avviene per lo più per via aerea tramite contatto/inalazione di microparticelle di saliva infette immesse nell’ambiente, tramite starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando. Nella sua forma più lieve spesso l’influenza viene erroneamente scambiata per un banale raffreddore (nonostante i sintomi siano molto simili, si tratta di due patologie completamente diverse e con una diversa eziologia).

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SINTOMI DELLA PATOLOGIA INFLUENZALE

I sintomi compaiono all’improvviso, da 1 a 4 giorni dopo il contagio. Il più delle volte l’influenza si manifesta in modo aspecifico con un senso di generale malessere, perdita dell’appetito, debolezza fisica, brividi, mal di testa e difficoltà respiratorie. Tipici sono inoltre sintomi quali congestione nasale con gonfiore e secrezioni nasali, gola irritata, tosse secca e persistente, starnuti frequenti, febbre alta (38,5°C-40 °C), dolori muscolari e articolari, nausea, vomito e talvolta diarrea. Generalmente l’influenza dura dai tre ai cinque giorni, ma lo stato di affaticamento, può prolungarsi anche fino a tre settimane.

FARMACI PER LA CURA DELL’INFLUENZA

Come si può intervenire per risolvere la situazione? Una volta accertato si tratti di influenza, può avere inizio la terapia. La terapia antinfluenzale si basa principalmente sull’impiego di farmaci che agiscono sulle cause (farmaci antivirali) e sui sintomi della malattia (farmaci antipiretici, antidolorifici e antinfiammatori).

Affinchè siano efficaci i farmaci antivirali devono essere assunti entro 2 giorni dalla comparsa dei sintomi e solo dietro prescrizione medica. Tra i farmaci antivirali più usati in Italia ci sono:

  • L’ OSELTAMIVIR, principio attivo del “TAMIFLU” e lo ZANAMIVIR, principio attivo del “RELENZA”. Entrambi appartengono alla classe degli inibitori delle neuraminidasi, un insieme di enzimi presenti sulla superficie del virus. Quando tali enzimi vengono bloccati, il virus non può espandersi, e quindi non può infettare altre cellule. Questi farmaci agiscono sui virus di tipo A e B.  
  • Un’ attenzione particolare va data all’AMANTADINA, principio attivo del “MANTADAN”. Usato per lo più nella terapia del Parkinson, con un meccanismo non del tutto conosciuto, sembra bloccare la riproduzione del virus dell’influenza di tipo A, minimizzandone la capacità di entrare nelle cellule. Questo farmaco però è associato a pericolosi effetti collaterali che ne limitano significativamente l’uso.

Tra i farmaci antidolorifici/antipiretici impiegati contro l’influenza ci sono:

  •  l’IBUPROFENE, principio attivo di farmaci tipo BRUFEN e MOMENT. Appartiene alla famiglia dei Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) ed è dotato di proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e antipiretiche. Questo analgesico viene assunto per via orale o per via endovenosa a seconda dei casi.
  •  Il PARACETAMOLO, presente in farmaci come la TACHIPIRINA e l’ EFFERALGAN, è indicato per ridurre il dolore e per diminuire la febbre nel contesto dell’influenza, può essere assunto per via orale, sotto forma di compresse, sciroppo e bustine effervescenti, o tramite supposte.
  •  L’ACIDO ACETILSALICILICO presente nell’ASPIRINA C, VIVIN C e altri, è indicato per i soli adulti, e viene assunto per via orale o per via rettale.

Per alleviare i sintomi dell’influenza, oltre ai farmaci può essere utile ricorrere a rimedi naturali, i cosiddetti “rimedi della nonna”, molto validi, adatti a tutti e facilmente attuabili. Tra questi ne ricorderemo alcuni, tra cui:

  • i SUFFUMIGI E VAPORI CALDI.  Respirare i vapori dell’acqua calda, pura o in associazione con oli decongestionanti, favorisce l’espettorazione, libera le vie aeree ostruite dall’infiammazione e aiuta a respirare meglio. L’effetto benefico del calore si può ottenere anche con il consumo di bevande e alimenti caldi, meglio se liquidi.
  • La BORSA DEL GHIACCIO, può aiutare a far calare la temperatura del capo quando è presente febbre molto alta.
  • Gli impacchi con UNGUENTI BALSAMICI sul torace possono aiutare a liberare le vie aeree ostruite dal muco.
  • L’uso di COLLUTTORI ANTISETTICI E ANTINFIAMMATORI aiuta a ridurre l’infiammazione e l’irritazione della gola e a mantenere una buona igiene orale.
  • Negli ultimi anni alcune sostanze naturali si sono dimostrate molto efficaci nella cura della sintomatologia influenzale. Una menzione speciale va data allo ZINCO, dotato di proprietà immunostimolanti e antivirali, oggi è uno dei principali componenti di molte preparazioni naturali indirizzate a sostenere le difese contro virus e batteri durante i mesi invernali. Un altro rimedio naturale è il SAMBUCO, dai cui fiori vengono estratti oli essenziali impiegati nella cura delle sinusiti batteriche (in associazione ad antibiotici) e delle bronchiti. Molto usata è anche la CAMOMILLA, consumata come infuso da bere caldo, aiuta ad attenuare la tosse e il mal di gola e a favorire il riposo notturno in presenza di sindromi influenzali.

L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE

Le proprietà mutagene del virus dell’influenza lo rendono un nemico del nostro Sistema Immunitario, subdolo e difficile da combattere, per questo, ancor prima della terapia è molto utile un’ adeguata prevenzione. Per ridurre la trasmissione del virus, è bene seguire alcune norme igieniche personali, quali:

  • coprire naso e bocca quando si starnutisce o tossisce con fazzoletti usa e getta;
  • lavarsi regolarmente le mani e asciugarle correttamente;
  • rimanere a casa nelle fasi iniziali della malattia;
  • evitare il contatto con persone ammalate, soprattutto se si è immunodepressi;
  • evitare i luoghi chiusi e affollati, dove il virus riesce a trasmettersi con maggiore facilità. Chi passa molto tempo in comunità come le scuole, gli asili, gli ospedali, ha infatti maggiori possibilità di contrarre la malattia.

Ad oggi però la forma più efficace di prevenzione dell’influenza rimane la vaccinazione.

VACCINO ANTINFLUENZALE

Il vaccino antinfluenzale è un preparato che difende l’organismo dal virus, stimolandolo a produrre anticorpi contro di esso. Poiché i virus dell’influenza cambiano spesso, la vaccinazione va ripetuta ogni anno. La somministrazione del vaccino non è obbligatoria, ma è consigliata a determinate categorie di persone, come bambini, adolescenti, donne che nella fase iniziale dell’epidemia si trovano in stato di gravidanza, anziani, medici e personale sanitario, individui affetti da particolari patologie.

A seconda dei casi, ci si può vaccinare:

  • presso il proprio medico di famiglia o pediatra;
  • presso strutture sanitarie o ambulatori vaccinali e di prevenzione;
  • presso la sede di lavoro dal medico del lavoro.

Viene somministrato con un’iniezione intramuscolo, nella parte superiore del braccio negli adulti e nel muscolo antero-laterale della coscia nei bambini.

Non tutti, però, possono sottoporsi a questo trattamento, esiste infatti una possibilità, seppur minima, che in soggetti patologicamente immunodepressi o affetti da particolari malattie si manifesti una reazione avversa ad una o più sostanze presenti nel vaccino. Esso è controindicato in caso di diabete, malattie cardiovascolari congenite e acquisite, AIDS, Fibrosi Cistica e malattie renali. Anche in caso di allergia alle uova è opportuno prestare molta attenzione, le proteine delle uova sono infatti un ingrediente utilizzato per preparare tutti i vaccini antinfluenzali più commercializzati, a prescindere da quale sia il virus influenzale di stagione.

INFLUENZA E ANTIBIOTICI

L’uso degli antibiotici in caso di influenza è controindicato non solo perchè sono inefficaci ma anche perchè risultano potenzialmente dannosi. E’ risaputo infatti che essi agiscono sulle cellule batteriche ma non sui virus, quindi la loro assunzione, quando non è indispensabile, favorisce l’insorgenza della cosiddetta resistenza batterica, la resistenza cioè dei microrganismi all’azione dei farmaci.

CONCLUSIONI

Riassumendo, il trattamento della malattia è per lo più di tipo sintomatico, e gli antivirali sono consigliati solo in caso di gravi complicanze a causa delle loro controindicazioni e del rischio di effetti collaterali . Va inoltre detto che alcuni fattori possono contribuire al contagio e alla diffusione della malattia, quali ad esempio, abitudini di vita scorrette, fumo, alcolici, cattiva alimentazione, dieta povera di vitamina C e antiossidanti, ridotto apporto di liquidi, stress, scarsa o errata igiene personale che come abbiamo visto gioca un ruolo importante nella prevenzione. Ancora più importante è vaccinarsi. La vaccinazione antinfluenzale, infatti, è fortemente consigliata a tutti i soggetti sensibili, e sebbene anche il vaccino non sia esente da effetti collaterali, rimane ad oggi l’arma più efficace per contrastare la malattia influenzale.

Dott. Andrea Liguori

SMETTERE DI FUMARE CURANDO IL DIABETE, DA OGGI SI PUO’!

Da oggi curare il diabete può aiutare chi sta cercando di smettere di fumare! I ricercatori dell’Universita’ di Camerino hanno scoperto che un farmaco, il PIOGLITAZONE comunemente usato per il trattamento del diabete di tipo 2, abolisce i segni tipici dell’astinenza da nicotina.

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Smettere di fumare è un processo lungo e tortuoso, sopratutto per le crisi di astinenza che ne derivano. In coloro che provano a smettere di fumare, infatti si manifestano diversi effetti collaterali, quali aumento dell’appetito, insonnia, irrequietezza, ansia, irritabilita’ e depressione, tali da indurre molti a desistere da questo intento, anche se motivati a farlo.

Con uno studio pubblicato dalla rivista internazionale “Journal of Neurosciences” è stato dimostrato il duplice effetto terapeutico del PIOGLITAZONE. Questo farmaco ha come bersaglio i recettori PPAR gamma coinvolti nella modulazione trascrizionale di vari geni utili a regolare il metabolismo glucidico e lipidico. Questi recettori inoltre sono situati in aree del cervello coinvolte nella dipendenza da sostanze quali la nicotina, per l’appunto. In questo modo il farmaco, oltre a migliorare la sensibilità all’insulina, può quindi rappresentare anche un valido aiuto per smettere di fumare .

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Malattia di Parkinson: anche gli antibiotici hanno le loro colpe!

Anche nel 2018 l’ Italia è bandiera nera per il consumo di antibiotici: rispetto al 2017 il consumo è cresciuto dello 0,5% e l’antibiotico-resistenza è una delle più alte in Europa.

Purtroppo a poco servono gli spot istituzionali o le varie campagne di sensibilizzazione sull’argomento!!!

Forse questa nuova ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica “Movement Disorders”, aiuterà tutti a capire la situazione drammatica che si sta vivendo e quello a cui si potrebbe andare incontro.

Questo studio, condotto dai ricercatori dell’ospedale universitario di Helsinki, afferma che l’uso spropositato di antibiotici, in particolare quelli ad ampio spettro e quelli utilizzati contro batteri e funghi anaerobi, può aumentare la probabilità di ammalarsi di Parkinson anche a distanza di 10-15 anni dall’assunzione del farmaco.

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La relazione tra uso scorretto ed eccessivo di antibiotici e malattia di Parkinson si basa sugli effetti dannosi che questi medicinali hanno sul microbioma intestinale, in particolare sulla flora intestinale.

Come sostiene il neurologo Filip Scheperjans: ” Il legame tra l’esposizione agli antibiotici e il morbo di Parkinson si adatta alla visione attuale secondo cui una proporzione significativa di pazienti sviluppa la patologia del Parkinson nell’intestino. Questa è possibilmente correlata a cambiamenti microbici, anche alcuni anni prima dell’inizio dei tipici sintomi motori del Parkinson che implicano, ad esempio, lentezza nei movimenti, rigidità muscolare e tremore delle estremità”.

Poichè alcune ricerche evidenziano che nei pazienti con malattia di Parkinson vi siano alterazioni della composizione del microbioma intestinale questa ricerca ha aggiunto un tassello in più. Ha infatti studiato l’esposizione agli antibiotici in tre diversi periodi di tempo (tra 1 e 5 anni, tra 5 e 10 anni e tra 10 e 15 anni) nell’arco temporale che va dal 1998 al 2014 in 13.976 persone affette da Parkinson confrontandola con 40.697 persone non affette da questa patologia ma corrispondenti per sesso, età e luogo di residenza. Ovviamente tutto questo tenendo conto della struttura chimica, dello spettro e del meccanismo d’azione degli antibiotici in questione.

Il risultato di questi test ha evidenziato, nell’intestino dei partecipanti, alcuni cambiamenti tipici della malattia di Parkinson, come sindrome dell’intestino irritabile, costipazione o uno stato infiammatorio dell’intestino, anche molti anni prima della diagnosi.

“Questo perchè- afferma Scheperjans- alcuni antibiotici comunemente usati, noti per influenzare il microbioma intestinale, potrebbero essere un fattore predisponente”.

Naturalmente la ricerca ha bisogno di ulteriori approfondimenti per poter essere avvalorata al 100%.

Ho voluto scrivere questo articolo per far comprendere ancora una volta che quando si usa in modo inappropriato un antibiotico non solo si contribuisce consapevolmente all’antibiotico-resistenza ma anche alla possibilità di predisporre inconsapevolmente l’organismo ad una malattia neurodegenerativa cronica come il Parkison.

A volte si è artefici del proprio destino!!!

Dott.ssa Chiara Caridi.

Ancora ritiri di farmaci a base di ranitidina!

L’ AIFA ha disposto il ritiro di alcuni lotti del farmaco RANITIDINA ZENTIVA 150 e 300 mg nella confezione da 20 compresse.
I lotti in questione sono:

RANITIDINA ZEN 20 CPR RIV 150 mg:

  • Lotto n. 852137 scad. 30-11-2021
  • Lotto n. 950759 scad. 30-04-2022
  • Lotto n. 850490 scad. 28-02-2021
  • Lotto n. 751461 scad. 31-08-2020
  • Lotto n. 750491 scad. 31-03-2020
  • Lotto n. 651875 scad. 30-11-2019

RANITIDINA ZEN 20 CPR RIV 300 mg:

  • Lotto n. 852139 scad. 30-11-2021
  • Lotto n. 852138 scad. 30-11-2021
  • Lotto n. 741899 scad. 30-09-2020
  • Lotto n. 751462 scad. 31-08-2020
  • Lotto n. 651877 scad. 30-11-2019
  • Lotto n. 651876 scad. 30-11-2019

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ritirato antitumorale!

L’ AIFA ha segnalato il ritiro volontario di alcuni lotti del medicinale MITOMICINA, un antitumorale appartenente alla classe degli antibiotici, della ditta MEDAC pharma srl.

Nello specifico si tratta dei lotti n. C0180101A con scad. 31/03/2020 e n. D180106A con scad. 31/03/2020 del medicinale MITOMICINA MEDAC 1 MG/ML, polvere per soluzione iniettabile/per infusione o per uso endovescicale.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori

Ritiro volontario di un farmaco antipertensivo

L’ AIFA ha segnalato il ritiro volontario di un lotto del medicinale ABESARTAN 150 mg 28 compresse della ditta Genetic SpA Srl.

Il lotto in questione è il n. 1390419 con scadenza 06/2022. Si tratta di un farmaco impiegato per il trattamento di varie malattie e patologie come l’ ipertensione.

Dott. Andrea Liguori

Dott.ssa Chiara Caridi

Nota informativa sui contraccettivi ormonali!

L’ AIFA con una nota informativa precisa che tra gli effetti collaterali dei contraccettivi ormonali si ritrovano depressione e comportamenti suicidari.

Per questo motivo, dopo la segnalazione di alcune donne in terapia con un contraccettivo ormonale di depressione o umore depresso, si è presa la decisione di aggiornare il foglietto illustrativo con la seguente avvertenza:

“L’ umore depresso e la depressione sono effetti indesiderati ben noti dell’uso dei contraccettivi ormonali. La depressione può essere grave ed è un fattore di rischio ben noto per il comportamento suicidario e il suicidio. Alle donne va consigliato di contattare il medico in caso di cambiamenti d’umore e sintomi depressivi, anche se insorti poco dopo l’inizio del trattamento”.

I principi attivi interessati dalla modifica sono:

Clormadinone, estradiolo; clormadinone acetato, etinilestradiolo; estrogeni coniugati, medrogestone; estrogeni coniugati, medrossiprogesterone acetato; estrogeni coniugati, norgestrel; ciproterone, etinilestradiolo; ciproterone acetato, estradiolo valerato; desogestrel; desogestrel, etinilestradiolo; dienogest, estradiolo 23; dienogest, etinilestradiolo; drospirenone, estradiolo; drospirenone, etinilestradiolo; estradiolo, estriolo, levonorgestrel; estradiolo, gestodene; estradiolo, levonorgestrel; estradiolo, medrossiprogesterone acetato; estradiolo, nomegestrolo acetato; estradiolo, noritisterone; estradiolo, norgestimato; estradiolo (17-beta), progesterone; estradiolo (17-beta), trimegestone; estradiolo valerato, norgestrel; etinilestradiolo, etonogestrel; etinilestradiolo, etindiolo; etinilestradiolo, gestodene24; etinilestradiolo, gestodene25; etinilestradiolo, levonorgestrel; etinilestradiolo, linestrenolo; etinilestradiolo, noritisterone; etinilestradiolo, norgestimato; etinilestradiolo, norgestrel; etonogestrel; levonorgestrel, etinilestradiolo; etinilestradiolo26 (Nap); levonorgestrel (Nap); medrossiprogesterone (Nap); mestranolo, noretisterone; nomegestrolo; nomegestrolo acetato, estradiolo; norelgestromin, etinilestradiolo; noretisterone.

Nella nota si specifica che l’avvertenza vale per tutti i contraccettivi con questi principi attivi in vendita in farmacia: compresse, cerotto transdermico, dispositivo vaginale, dispositivo intrauterino, impianto per uso sottocutaneo ed anello vaginale.

Dott.ssa Chiara Caridi

Dott. Andrea Liguori