ATEROSCLEROSI, VERSO LA CURA!

In condizioni normali esiste un equilibrio tra la capacità distruttiva delle cellule del nostro Sistema Immunitario e la loro capacità di riparare i tessuti e le cellule danneggiate da tale attività. Quando tale equilibrio viene meno, il Sistema Immunitario stesso può portare allo sviluppo di patologie a base infiammatoria, come l’ATEROSCLEROSI.

L’ATEROSCLEROSI  è una malattia degenerativa multifattoriale, che colpisce le arterie di medio e grosso calibro, con un processo infiammatorio, inspessendole a causa del deposito di grassi e globuli bianchi nella loro parete. Questi depositi detti placche aterosclerotiche o ateromasiche si accumulano nello strato più interno delle arterie, a diretto contatto con il sangue, portando alla progressiva ostruzione dei vasi sanguigni, con conseguenti seri danni a carico della salute.

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In determinate situazioni di stress alcune molecole del nostro Sistema Immunitario si attivano intervenendo nei processi di difesa, come vere e proprie sentinelle, tali molecole sono i macrofagi. Con un processo di riconoscimento essi inglobano e “digeriscono” le cellule potenzialmente dannose.

Uno studio condotto da un gruppo di ricerca internazionale guidato dal professore Ivan Zanoni del dipartimento di Biotecnologie e bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con la Harvard Medical School di Boston e pubblicato sulla rivista “Nature Immunology”, dimostra come alcune molecole prodotte dal nostro stesso organismo siano in grado di modificare l’attività infiammatoria dei macrofagi .

Sebbene recenti studi abbiano dimostrato un ruolo centrale dell’Interleuchina-1 beta nella progressione dell’ATEROSCLEROSI, questa ricerca ha dimostrato come in particolare sia l’OSSALACETATO, un metabolita che si accumula nei macrofagi in seguito a stimolazione con FOFOLIPIDI OSSIDATIVI, il vero responsabile della iper-produzione di Interleuchina-1 beta.

Quindi bloccando con particolari farmaci la produzione di OSSALACETATO è possibile inibire la formazione della placca aterosclerotica, aprendo così nuove possibilità terapeutiche per molte patologie cardiovascolari con base infiammatoria.

Dott. Andrea Liguori

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